Tangenti Mose, il dibattito in consiglio regionale

In apertura di seduta Zaia ha informato i consiglieri sullo stato della maxi-inchiesta: «Fiducia totale nella magistratura. Ci costituiremo parte civile». La diretta streaming

VENEZIA. Seduta del Consiglio reginale a Venezia incentrata sullo scandalo delle tangenti del Mose. In apertura di seduta il presidente della Regione Luca Zaia ha informato l’aula dello stato delle cose. Ha riconosciuto grande serietà ai magistrati della Procura di Venezia e ha fatto i ntendere che la Regione si costituirà parte civile.

L'intervento di Zaia. «Non si dica che questa amministrazione ha fatto finta di non vedere e che abbia fornito il substrato a tutto il sistema che l'inchiesta sul Mose ha portato alla luce: noi, al contrario, abbiamo garantito quella discontinuità di cui i Veneti hanno bisogno».Così Zaia, intervenendo in apertura dei lavori del Consiglio regionale veneto. «Non avrei mai pensato - ha rilevato Zaia - di vivere una giornata come questa, ma ho ritenuto doveroso, prima di ogni discussione e riflessione, fare la puntualizzazione che i processi si fanno nei tribunali e che, essendo in una fase delicatissima, ma ancora primordiale dell'inchiesta, dobbiamo avere la massima fiducia nella Magistratura, sperando che gli imputati abbiano la possibilità di chiarire la loro posizione più velocemente possibile, nell'interesse della comunità veneta». Zaia ha reso noto che, prima ancora del suo provvedimento di ritiro delle deleghe all'assessore Chisso, nella mattinata del 4 giugno, il giorno dell'arresto, lo stesso assessore aveva inviato un telegramma di dimissioni, la cui autenticità è stata confermata dalla Procura nelle ultime ore. «Il Mose - ha ricordato Zaia - è un'opera pubblica dello Stato, non della Regione, che è stata coinvolta solo con alcune commissioni ed autorizzazioni» e, dopo aver effettuato personalmente uno studio delle carte, sottolineato: «tutti i project financing in essere, dalla Pedemontana, approvata nel 2002, all'itinerario della Valsugana, il più vicino a noi essendo partito nel 2009, sono stati approvati da altre amministrazioni e noi non abbiamo avuto alcuna attività discrezionale in tal senso, potendoci limitare ad onorare investimenti già decisi: non è realtà, quindi, dire che il project sia stato un ottimo substrato per chiudere accordi in questa amministrazione».

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