Strage di animali all'Oasi di Spinea: "Una barbarie inaudita, troverò chi l’ha fatto"

La rabbia di Enrico Piva, responsabile dell’associazione "Sos Natura", davanti agli oltre cento esemplari uccisi nella notte di sabato: "Se è opera di un umano, dovrà pagare". La solidarietà della città
Una minima parte degli animali uccisi raccolti in una cassetta dopo la mattanza (foto Pòrcile)
Una minima parte degli animali uccisi raccolti in una cassetta dopo la mattanza (foto Pòrcile)

SPINEA. «Prima o dopo ti trovo». Sguardo minaccioso e dito puntato verso l’obiettivo della telecamera del suo smartphone, anche se il cuore, in realtà, sotto il logo dell’associazione “Sos Natura”, è pieno di disperazione.

Orrore all'oasi di Spinea, vandali uccidono un centinaio di animali
Foto Porcile

Enrico Piva, responsabile dell'Oasi di Spinea, affida a un video-selfie le sensazioni di una domenica che non dimenticherà mai. «Qualcuno dice che è stata una volpe, ma questi sono stati schiacciati con il piede», afferma mentre mostra la mattanza. La voce è un misto di rabbia e commozione. Una vita spesa per gli animali quella di Piva. Capello lungo, pizzetto biondo, Piva frena a stento lo sfogo.

Nel suo video-denuncia girato subito dopo la scoperta della mattanza, si vedono soprattutto coniglietti e porcellini d’india sparsi nel terreno, senza vita, alcuni con vistose ferite alla testa. Gli animali vivevano in graziose casette di legno e plastica, in recinti di pali di legno, anatroccoli e oche in uno piccolo stagno al centro del prato. Oggi quell’oasi è teatro di una strage orribile. I volontari lavorano per recuperare tutti gli animali, pulire il sangue, eliminare i segni dello sfregio. C’è subito la voglia di ripartire, anche perché nuovi trovatelli busseranno preso alle porte di “Sos Natura”. Piva inquadra i superstiti, un cigno, una papera e un anatroccolo, l’unico rimasto.

Ecco il video-selfie postato su Facebook dal responsabile dell'Oasi, Enrico Piva, in cui denuncia la mattanza ai danni dei piccoli ospiti della struttura. Attenzione: le immagini possono turbare la sensibilità del lettore.

 

«Ne sono rimasti ben pochi», continua Piva, «sono disperato, cosa devo fare adesso?». La telecamera spazia a 360 gradi, mostra tutto lo spazio dell’oasi e il teatro della strage. Poi gira il telefonino, fissa l’obiettivo e si rivolge direttamente al macellaio dei suoi animali: «Se è l’opera di un umano, sappi che prima o poi ti trovo. E ti faccio fare la stessa fine: non mi interessa se mi mettono in carcere, devi pagare per questo».

Intanto a Spinea lo sdegno per la strage di via Unità è generale. Domenica la notizia della mattanza nella sede di “Sos Natura” si diffonde in fretta. Arrivano prima le notizie, poi le raccapriccianti immagini, i video che mostrano gli animali morti, il luogo della strage, la disperazione dei volontari. Fortunatamente c’è insieme anche la voglia di rialzarsi e di ripartire. Ma Spinea grida soprattutto vendetta. E non solo dal fronte animalista. Molti avvertono: «Non finisce qui», altri ipotizzano di farsi giustizia da sé e per giunta sommaria. « La bestia sta su due zampe e si chiama uomo», è uno dei commenti. «Tolleranza zero», chiedono molti altri.

 

Tra i primi a denunciare l’accaduto c’è Mauro Armelao, consigliere comunale del gruppo misto: «Pregate che Enrico Piva non vi trovi. Tutti devono sapere che gente c’è in circolazione. Tutto questo accade qui, a Spinea: serve tolleranza zero, altro che indulti e sconti di pena. Si vergognino di esistere». Gli fa eco Massimo De Pieri, Movimento 5 Stelle: «Vigliacchi, senza cuore e senza rispetto. Spero che vengano presi e puniti in modo esemplare». Ma tanti commentano sdegnati il video-denuncia di Piva: «Dispiace veramente per Enrico. Soprattutto perché è inutile crescere altri animali col pericolo che i delitti si ripetano. Spero che le forze dell’ordine trovino questi sciagurati», afferma un cittadino. Gli fa eco un altro: «Io spero invece che li trovi Enrico e faccia ciò che ha promesso di fare. La legge purtroppo non renderebbe giustizia a quelle povere vittime né a chi le accudiva». La solidarietà va oltre il fronte animalista: si muove il mondo dell’associazionismo e del volontariato. Sul posto si sono portati anche molti responsabili di organizzazioni e comitati locali, che si sono offerti di aiutare Enrico Piva e il padre Giancarlo, che da anni sostengono a proprie spese e a titolo volontario l’associazione: tra questi Occhio Spinea e il comitato Cani Spinea, il primo in prima linea nel denunciare il degrado ed episodi di insicurezza in città, il secondo a fianco dei proprietari di animali. Entrambi giurano di voler affiancare Piva nel trovare il colpevole, alzando il livello di sorveglianza in città e aiutando “Sos Natura” a ripartire. Sul fatto indagano i carabinieri di Spinea e Mirano, che hanno ascoltato a lungo Piva e indirizzato già le indagini.

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