Stop alle paratoie all’Arsenale Linetti rinvia la riunione decisiva

«Bisogna valutare i costi-benefici dei vari progetti». Conferenza dei servizi prevista il 12 settembre



Stop al progetto della manutenzione Mose ai Bacini dell’Arsenale. Il provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti ha deciso di rinviare la Conferenza dei Servizi, già convocata per il 12 settembre, che avrebbe dovuto dire la parola definitiva sulla vicenda. «Abbiamo valutato che sia giusto accogliere le osservazioni e valutare bene le alternative», dice, «dunque ho sospeso la riunione che si doveva tenere qui la settimana prossima. Nel frattempo sarà avviata una verifica dei costi-benefici per le varie ipotesi». Soddisfatti i comitati, che avevano rilanciato l’allarme qualche giorno fa. «È una bella notizia», dice Marco Zanetti, portavoce di Venezia Cambia, «adesso dobbiamo lavorare perché la scelta sia fatta nel nome del bene comune e non di interessi di parte come spesso si è fatto in passato. Ci sono alternative valide come Marghera che non sono mai state considerate». Si parla della centrale della manutenzione delle paratoie del Mose. A quello scopo dovrebbero essere riconvertiti gli storici Bacini di carenaggio ottocenteschi, gli unici del genere in tutto l’Adriatico. Con la costruzione di un grande capannone tra Bacino Grande e e Bacino Medio. Progetto approvato dal Consorzio Venezia Nuova, che aveva ottenuto qualche anno fa anche il via libera della Soprintendenza. Adesso manca la Variante urbanistica del Comune. Che doveva essere discussa proprio la settimana prossima. Ma Linetti ha chiesto di sospendere l’iter per valutare bene i costi- benefici. Un segnale della nuova stagione del dialogo inagurata dallo stesso Linetti e dal commissario del Consorzio Giuseppe Fiengo, con il dibattito pubblico sui lavori di compensazione del Mose alle bocche di porto. Anche qui disponibilità, come mai era successo in passato, a discutere delle possibili alternative alle vetrate e alle luci a copertura degli impianti del Mose. «Vogliamo evitare che si facciano delle scelte come quella imposta dieci anni fa dalla Commissione di Salvaguardia per costruire i cassoni in calcestruzzo del Mose a Santa Maria del Mare», dicono i comitati. Che non hanno affatto perso la speranza di realizzare i loro progetti. Un dossier inviato lo scorso anno al sindaco Luigi Brugnaro proponeva di utilizzare l’area monumentale per attività compatibili, artigiani, remeri e squerarioli. Destinando i bacini alla loro funzione naturale, cioè la cantieristica. Fino all’arrivo del Mose i bacini erano impiegati per la manutenzione a secco della navi. Poi sono stati occupati dal Consorzio, che li ha restaurati, acquistando anche la nuova gru. Adesso rischiano di diventare «il magazzino del Mose». —



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