Spari nella notte a Sant’Alvise: è caccia al ragazzo con la pistola
In fondamenta dei Riformati una telecamera ha ripreso tutto. Le forze dell’ordine hanno trovato in zona i bossoli a salve

La data è cambiata da meno di un’ora, è mezzanotte e quaranta quando il rio dei Riformati, a Sant’Alvise, viene scosso da uno scoppio.
Un colpo secco, che sembra in tutto uno sparo e che echeggia nel silenzio di una zona di Venezia dove non ci sono bar né ristoranti, solo la piscina della palestra, a quell’ora chiusa già da tempo.
Il rumore è rimbalzato tra gli oscuranti delle case e quelli dei bed & breakfast (che, invece, non mancano neppure lì) ma se dalle finestre sbarrate nessuno ha visto nulla, la causa è stata ben immortalata da una telecamera di sorveglianza privata puntata sulla fondamenta.
La ripresa in bianco e nero mostra un giovane camminare a filo della riva, fermarsi guardando il canale, accendersi una sigaretta, armeggiare con qualcosa e poi, improvvisamente, la sua mano si accende di un lampo fortissimo, la luce che accompagna l’esplosione.
Il filmato è corso attraverso le chat e i gruppi social lagunari veloce come il proiettile che qualcuno temeva di trovare piantato sull’intonaco dei palazzi di Sant’Alvise: in tantissimi si sono chiesti cosa fosse successo esattamente, se davvero qualcuno avesse sparato in pieno centro storico e perché, contro che cosa.
La preoccupazione dei residenti - non solo di chi abita in zona - era tanta e subito sono state interpellate le forze dell’ordine. Il caso è stato preso in carico dai carabinieri, che hanno esaminato il video e hanno passato al setaccio i masegni di fondamenta dei Riformati, aiutati anche dal personale della questura di Venezia.
Guardando fotogramma per fotogramma la ripresa si può riconoscere la giovane età del protagonista, come anche il gesto di armare la pistola che portava con sé.
Non ci è voluto molto perché i militari e i poliziotti riuscissero a individuare i bossoli esplosi, anche meno perché venissero riconosciuti per quello che erano: colpi a salve, destinati a una scacciacani.
Gli uomini dell’Arma, in realtà, hanno trovato a terra più di una cartuccia, resta quindi da chiarire quante volte sia stato tirato il grilletto, magari non sempre a favore di telecamera.
Le forze dell’ordine, probabilmente, lo chiederanno direttamente al responsabile: è solo questione di tempo prima che venga identificato e raggiunto dalle divise, che in queste ore lo stanno riconoscendo di filmato in filmato, approfittando della copertura della videosorveglianza del centro storico.
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