Sole a San Marco, ombrelli come se piovesse

Esplode una nuova mania, niente a che vedere con gli eleganti accessori del secolo scorso. Ognuno si arrangia con quello che trova, e l’effetto non è dei migliori

VENEZIA. Caldo, fa caldo. E che l'ombrellino da sole sia una soluzione efficace ed elegante per ripararsi dai raggi roventi è cosa nota. Ma a Venezia siamo lontani dalla raffinatezza della belle époque, e anni luce dalle ricercate origini orientali di un oggetto che, nella storia, è stato simbolo di potere, lusso e seduzione.

I turisti, per scongiurare le insolazioni, si portano dietro l'ombrello da pioggia: lo aprono in Piazza San Marco, nei campi e lungo le calli.

Povero sole, a Venezia lo si scambia per la pioggia. E buttarla sulla superstizione, che appioppa nutrite dosi di sfortuna a chi apre l'ombrello quando non piove, è inutile: dopo i pinocchietti e le ciabatte da spiaggia, a Venezia l'ombrello- mania è un fenomeno inarrestabile. Basta sostare cinque minuti in Piazza San Marco per assistere ad assurde, quanto tristi, sfilate di parapioggia: piccoli, grandi, a fiori, a spicchi colorati, in tinta unita, a due tinte, con i disegni dei cartoni animati o stampe kitsch del Ponte di Rialto.

Ci sono anche quelli con la sigla dell’azienda che li ha regalati come gadget durante un convegno e quelli che, con pizzi e frufru, provano a fingersi raffinati.

Argomenti:estatemode

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia