«Siamo pronti a dare la caccia ai fantasmi nell’isola di Poveglia»

VENEZIA. Presenze che manipolano le menti o attraversano i corpi raggelandoli. Per gli appassionati di fantasmi sembra che Poveglia sia una tappa obbligatoria. Dopo i cinque ragazzi del Colorado, sbarcati lo scorso luglio di notte nell’isola alla caccia di ectoplasmi per poi finire, posseduti dalla loro stessa paura, a chiamare i pompieri per riportarli a terra, sabato sarà la volta dell’associazione Epas (European Paranormal Activity Society).
Si tratta di appassionati italiani che, nel tempo libero e muniti degli strumenti che la tecnologia fornisce, s’inoltrano in luoghi dove si dice ci siano gli spiriti. Lo scopo è immortalarli con uno scatto, provarne la presenza e testimoniare che non esiste soltanto questo mondo.
«Quello che ci differenzia» spiega il presidente italiano Massimiliano Maresca «è che siamo un’associazione riconosciuta che si occupa della ricerca di fenomeni paranormali e della rivalutazione storico culturale dei luoghi e per questo ogni volta creiamo un documentario del posto che scegliamo. Abbiamo una rete internazionale che va dall’Australia all’Argentina, passando per quasi tutti gli Stati europei e in Italia siamo suddivisi per province. Il nostro approccio è razionale e infatti usiamo solo gli strumenti tecnologici, senza medium o sensitivi».
Il gruppo di ghostbusters ha circa 141 mila followers su FB, ma sono solo una trentina quelli che si spostano nel territorio, inclusi i nove che in questi giorni si stanno preparando per affrontare Poveglia. Gli strumenti utilizzati sono quelli che permettono di misurare i campi elettromagnetici, macchine fotografiche, termocamere, registratori digitali, videocamere.
«Nella ricerca paranormale» prosegue Maresca «si va a tentativi e, siccome non si sa cosa si cerca, si usano gli strumenti in grado di rilevare grandezze fisiche o calore. Questo perché si crede che l’entità abbia un campo elettromagnetico generato da energia». Per chi abita a Venezia, Poveglia è sempre stata uno dei gioielli più belli della laguna, tanto che ormai da anni l’omonima associazione chiede al demanio di darle in gestione ai cittadini. Questa volta il demanio ha però ricevuto una strana richiesta.
«Abbiamo fatto una richiesta ufficiale» prosegue il cacciatore di fantasmi «e come oggetto abbiamo messo la richiesta di un documentario e di un’indagine sul paranormale.
Ci sono voluti molti mesi, dopo il Demanio abbiamo atteso l’approvazione della Sovrintendenza che ci ha detto che dovevamo avere l’assicurazione di responsabilità civile che abbiamo. Siamo i primi ad aver formalizzato la ricerca e rispettato le procedure».
I veneziani associano all'isola picnic, regate e i ricordi di chi è stato curato nelle strutture, quando Poveglia aveva un bellissimo orto e alberi da frutta. Lo storico veneziano Alberto Toso Fei, esperto di storie popolari, ha sempre negato che ci fossero leggende su Poveglia. In uno dei documenti dell’associazione Poveglia per Tutti, viene indicata l’origine di questa credenza nella puntata americana Ghost Adventures, risalente al 13 novembre 2009, piena di inesattezze.
Chi è appassionato di paranormale vuole ormai verificare di persona. Il gruppo sostiene che ci sia stato nell’isola un direttore morto suicida. Un’altra storia che circola è quella di una bambina americana che sarebbe stata graffiata nell’isola da un qualcosa che le ha lasciato il segno di un artiglio.
«Dopo tanti anni» spiega Maresca «sappiamo distinguere tra l’autosuggestione e quello che sentiamo realmente e siamo pronti a vedere cosa c’è a Poveglia».
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