«Sì al Vittorio Emanuele, scaveremo anche poco»

Venezia. Grandi navi in laguna. Musolino (Porto): è l'unica ipotesi percorribile. Marghera sarà la seconda fase
Interpress/gf.tagliapietra. 03.05.2015.- Comitato "NO GRANDI NAVI " alla Giudecca per protestare al passaggio delle navi
Interpress/gf.tagliapietra. 03.05.2015.- Comitato "NO GRANDI NAVI " alla Giudecca per protestare al passaggio delle navi

VENEZIA. «Abbiamo inviato i nostri studi al Ministero e adesso attendiamo una riposta. La soluzione Marghera è condivisa da tutti. E il nostro primo obiettivo è togliere le navi dal canale della Giudecca».

Pino Musolino, presidente dell'Autorità portuale, il giorno dopo la protesta dei "NoGrandiNavi". «Che ne penso della manifestazione? Ho autorizzato io il pontone dei concerti, giusto farlo. Ma poi si è andati al di là del diritto di manifestare».

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Cioè? «Hanno sparato due razzi contro la nave, hanno colpito la fiancata della Msc Musica. Questo non va bene. Poteva essere molto pericoloso. A bordo delle navi ci sono persone».

Le soluzioni non arrivano. «Non è vero. Da sei mesi stiamo lavorando seriamente. Abbiamo esaminato le proposte, raccolto dati e fatto rilievi. Siamo giunti alla conclusione che l'unico progetto fattibile con un orizzonte temporale accettabile è quello di Marghera-Vittorio Emanuele».

Prima l'una o l'altro? «Ricordo che il decreto Clini-Passera impone di trovare un accesso alternativo per arrivare alla Marittima. E l'obiettivo è quello di togliere le grandi navi da San Marco. Potremo farlo in due anni ripristinando il Vittorio Emanuele. È stato il primo canale di grande navigazione in laguna, per far arrivare le navi a Marghera da San Nicolò. Inaugurato nel maggio del '22 dal re a bordo del piroscafo "Pola".

Ma si deve scavare. «Poco. Abbiamo fatto dei rilievi batimetrici, e visto che la gran parte del canale è profondo oggi 9 metri e 45, 7.45 nella parte verso la Marittima».

Serve anche il nuovo bacino di evoluzione delle navi. «No, resta quello che c'è adesso. Anche il canale dei Petroli resta com'è».

Non ci sono problemi di incrocio tra navi passeggeri e petroliere? «Abbiamo fatto uno studio sulle sovrapposizioni dei traffici. La soluzione c'è».

E[ Marghera? «Sarà la seconda fase. Per alleggerire il traffico in Marittima. Lo facciamo perché abbiamo sensibilità verso la città. Non perché sia previsto dal Clini-Passera. Sarà un progetto di nuovo sviluppo per la città. E l'area è libera, non ci sono imprese industriali».

Le altre alternative sono state scartate? «Abbiamo fatto una valutazione tecnica e di fattibilità. Rimane in piedi solo l'ipotesi Marghera-Vittorio Emanuele».

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E il Lido? «Ci sono troppe criticità. A parte l'opposizione degli ambientalisti e del comune di Cavallino. Secondo le prescrizioni della commissione Via che ha dato parere favorevole a quel progetto, si dovranno scavare due milioni e 200 mila metri cubi di fanghi dai fondali della bocca di porto. Poi ci sono altri aspetti ambientali».

Ad esempio? «Il trasporto di crocieristi ed equipaggio dalla Marittima alla nave e viceversa. Quattro grandi navi portano almeno 8 mila persone. Trentaduemila persone da trasportare con le motonavi che ne portano mille alla volta. Vuol dire 32 in andata e 32 al ritorno. Questo non è un problema ambientale e di moto ondoso?».

Dunque il Porto è contrario all'ipotesi Lido, che pure ha avuto Valutazione di impatto ambientale positiva. «Una città che ha buttato soldi in infrastrutture che poi abbiamo scoperto inutili deve fare molta attenzione a farne altre. Vittorio Emanuele e Marghera esistono già. Per noi quella è l'unica strada. Ma adesso decida il governo».

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