Sgombero della Vida. «Hanno mandato via i cittadini dalla loro città»

VENEZIA. La Vida non chiuderà, ma rimarrà aperta in modalità diversa e ancora da organizzare.
È questo il messaggio che risuona forte e chiaro alla fine di una giornata carica di emozioni intense, conclusasi con un’assemblea cittadina a cui hanno partecipato circa duecento persone.
«Non siamo occupanti, ma riaprenti», hanno detto al primo intervento al microfono «E questa non è nemmeno una riunione di combattenti reduci. Non siamo reduci. Quanto successo martedì mattina è una tappa di un processo più lungo che dovremo decidere come gestire. Il dato di fatto è che sono stati mandati via i cittadini dalla loro città».
Per tutta la scorsa notte, tra giocattoli e peluche sparsi sul campo, scatoloni di libri e stereo ancora da portare via, i cittadini hanno continuato a parlare, rimanendo di fronte all’ingresso dell’Ex Teatro Anatomico.
«Ci hanno tolto la luce, ma noi siamo andati avanti con le candele, dimostrando che noi cittadini abbiamo creato qui una comunità che non vuole spezzarsi e vuole proseguire quanto iniziato».
Una comunità che ieri si è vista Campo San Giacomo militarizzato: «C’è una percezione sbagliata delle persone che in questi cinque mesi sono rimaste qui» hanno continuato negli altri interventi «Ci siamo ritrovati all’alba con circa 150 poliziotti, una parte davanti a La Vida e gli altri nelle calli adiacenti. Come si possono mandare così tante forze dell’ordine in un posto che all’interno ha solo dei giocattoli? Le uniche forze che mancavano erano quelle della politica».
Eccetto quelle giunte nel pomeriggio. «Non si agisce con gli sgomberi, non si sgombera un’idea, ma ci si confronta. «E comunque l’eventuale cambio d’uso dovrà passare per il consiglio comunale». Il presidente della Municipalità Giovanni Andrea Martini ha annunciato che oggi alle 18 porterà il caso nel consiglio di Municipalità a San Lorenzo e che a San Giacomo si potrebbe proporre il cinema all’aperto. Per oltre un’ora la parola è passata di mano in mano ai cittadini che hanno fatto il punto di quanto costruito in questi mesi. Davanti a La Vida quasi una trentina di egenti sono rimasti a presidiare l’ingresso, dove è stato affisso un cartello bianco che spiega le indicazioni del giudice di pace.
«I posti pubblici sono dei cittadini» hanno ricordato «Noi siamo stati coerenti e lo abbiamo difeso, per questo non siamo occupanti, ma riaprenti. Siamo inoltre stati coerenti con la destinazione d’uso dell’immobile che è culturale e non da ristorante. Per questo continueremo a portare avanti le attività, non sappiamo ancora come, ma di certo non è finita la storia della comunità di San Giacomo».
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