«Settore materno-infantile una sede unica per l’Asl 13»

Mirano. Il Comitato Salvioli: Ostetricia-Ginecologia nel nuovo monoblocco con Neonatologia e Pediatria e sette posti letto per Neurologia d’urgenza

MIRANO. Specializzazione medico-chirurgica, Materno-Infantile unificato, Cardiochirurgia e Neurologia d’urgenza. Il comitato Salvioli detta la sua nuova agenda per l’ospedale di Mirano, rivedendo la proprie posizioni alla luce delle novità emerse in ambito regionale.

«Eravamo contro le prime schede di dotazione ospedaliera dell’Asl 13 che prevedevano la specializzazione dell’ospedale di Dolo a indirizzo medico e quello di Mirano a indirizzo chirurgico, con conseguente spostamento di reparti», spiega il coordinatore del Salvioli Aldo Tonolo, «poi però la Regione ha scelto di costruire il nuovo ospedale provinciale di Padova a Padova Est, a poco più di 8 chilometri dall’ospedale di Dolo, e inevitabilmente attrarrà quote ancor più consistenti di pazienti dalla Riviera. Si profila una nuova perimetrazione delle nostre Asl 12, 13 e 14, accorpate nell’unica Asl Serenissima affidata a Giuseppe Dal Ben e tutto ciò ci fa riconsiderare e rivalutare la precedente specializzazione dei nostri ospedali».

Secondo il Salvioli: «È assurdo un secondo primariato di Ostetricia-Ginecologia a Dolo. L’attuale incarico “a scavalco” tra le due sedi di Dolo e Mirano del primario Franco Garbin, previsto nelle prime schede, ha comportato il raggiungimento di 650 parti a Dolo mentre Mirano ne ha pagato lo scotto scendendo dai 1450 ai 1050 e comunque con interventi chirurgici che si svolgono solo a Mirano, che dispone di sale operatorie. Tutto ciò impone un forte richiamo agli indirizzi ministeriali che puntano all’accorpamento dei punti nascite se inferiori ai mille parti l’anno».

Il Salvioli rilancia anche la questione del terzo monoblocco dell’ospedale di Mirano, più volte sollecitato e da realizzarsi in totale autofinanziamento: «Sarebbe quella la sede unificata del Materno-Infantile dell’Asl 13, con Ostetricia, Ginecologia, Neonatologia e Pediatria, puntando al superamento dei 1800-2000 parti l’anno». E quella di Cardiochirurgia. Da sempre molto critico verso la graduale dismissione dell’unità miranese per accentrarla a Mestre, oggi il Salvioli saluta con soddisfazione i positivi risultati del primo anno di attività: «Ci fa piacere leggere come funzionino le sinergie sviluppate tra la Cardiologia miranese e la Cardiochirurgia mestrina, di cui siamo da tempo sostenitori. Riguardo la specifica attività di Cardiochirurgia invece si può fare di più. Ne parleremo con Dal Ben». Sul tavolo anche la questione della Neurologia d’urgenza: «Speriamo nei sette posti letto attrezzati per la stroke-unit, da tempo inutilizzati».

Filippo De Gaspari

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