«Serve una forte azione di rilancio»

Professor Medardo Chiapponi, cosa serve allo Iuav oggi? «Il mio programma titola “Un’Università di cui essere fieri”. Ritengo ci siano le condizioni per poterlo essere, il tempo che viviamo richiede non tanto di stare sulla difensiva, ma di partire da quelle radici e fare una forte operazione di rilancio. Un rilancio che parte da un’identità nuova, formata da un’anima plurima (architettura, design, moda, teatro, pianificazione territoriale), una serie di aree di competenze che fanno dello Iuav una cosa unica, in una città unica. In questa operazione di rilancio è essenziale guardare all’esterno, non avere un’ottica autoreferenziale e riacquistare autorevolezza rispetto alla città di Venezia».
Come essere competitivi?
«È necessario organizzare la didattica e la ricerca guardando ai problemi generali che pone la società, problemi di spazi di occupazione per i giovani, corsi che aprano la possibilità di trovare lavoro e inventarsi un lavoro. Bisogna pensare in termini innovativi».
Come gestirà il patrimonio immobiliare?
«Su alcune questioni mi riservo un’indagine accurata e sistematica, mi sono però opposto alla chiusura delle Terese, anche perché veniva fatta in assenza di un piano complessivo di utilizzo degli immobili, oltre che per questioni di merito visto che era poco sensato rinunciare a un edificio in comodato gratuito su cui abbiamo investito risorse ingenti. Va fatto un discorso di valorizzazione degli immobili anche per un loro utilizzo durante le biennali e altre manifestazioni: abbiamo una serie di spazi che possono essere ceduti in affitto temporaneo ricavandone risorse per l’ateneo, e c’è il terreno dei Magazzini frigoriferi che è patrimonio della Fondazione Iuav che va valorizzato attribuendo alla stessa Fondazione il compito di trovare risorse».
Come quadrare i conti?
«Bisogna lavorare sulle entrate. Si è riusciti per fortuna a mettere in sicurezza bilancio, che è lo strumento strategico principe dell’Università e quindi deve essere orientato in funzione della didattica e della ricerca lavorando sulle uscite e tagliando spese improduttive. Un lavoro importante va fatto sulle entrate e qui il ruolo della Fondazione è fondamentale, se consideriamo che il finanziamento del Ministero è calante e diminuiscono gli studenti».
Tra i primi obiettivi?
«Deve cambiare il clima nell’ateneo: bisogna dare a tutti la possibilità di contribuire alla vita della scuola, incentivi, premi, tutti devono essere più coinvolti. Serve maggiore coordinamento tra personale docente e amministrativo e unità intenti. In generale trasparenza e condivisione, due cose che devono guidarci nello sviluppo del progetto futuro Iuav».
Cosa farà una volta eletto? «Se sarò eletto su alcuni temi come bilancio e valorizzazione spazi didattica e ricerca vorrei da subito tra l’elezione e il mandato, attivare gruppi di lavoro coordinati da colleghi competenti per arrivare a fine estate ad avere un quadro chiaro dello stato dell’arte, strategie e linee operative».
Marta Artico
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