Sciopero della navigazione, Venezia nel caos

VENEZIA. A Venezia a sorpresa sciopero "duro" nel settore navigazione.
Migliaia di pendolari a terra questa mattina dopo che la maggioranza dei dipendenti del settore lagunare hanno scelto di partecipare allo sciopero proclamato dal sindacato di "minoranza" Usb che, secondo l'azienda non aveva rappresentanza.
Una cantonata colossale presa dai vertici aziendali che non avevano nemmeno preparato servizi alternativi di emergenza come sempre avviene in caso di sciopero.
Il risultato di questa errata valutazione dei rapporti industriali l'hanno pagato gli utenti con una mattina di caos completo.
Nessun battello in partenza dalle isole se non qualche sparuto vaporetto. Ma soprattutto nessuna delle corse "minime" che l'azienda doveva garantire come quelle per le isole e prima di tutto per l'ospedale. Un punto questo su cui lo stesso sindaco Brugnaro aveva formalmente richiamato i vertici aziendali e l'Avm.
Migliaia di persone allo sbando questa mattina al Lido, Punta Sabbioni, Pellestrina, Sant'Elena, tutta Castello. Come sempre l'Actv non aveva neanche dislocato alcun funzionario in grado di dare informazioni all'utenza.
Il risultato sono stati "greggi" di centinaia di persone che vagavano tra i vari pontili in attesa di un mezzo ammassandosi sugli imbarcaderi a pochi centimetri dall'acqua con grave pericolo per l'incolumità generale.
La direzione aziendale ha cercato di correre ai ripari organizzando qualche corsa e annunciando sui propri social di aver ripristinato le linee garantite che sarebbero state rafforzate nel pomeriggio, ma ormai il caos era completo.
Qualcuno ci ha creduto, e si è presentato fiducioso agli imbarcaderi, ma purtroppo si è ritrovato ancora di fronte al vuoto. Come alla mattina solo qualche vaporetto isolato faceva spola. In alcune linee, ad esempio, nemmeno una delle corse annunciate agli utenti come "sicure" sui social aziendali è poi stata fatta. Tanto che Actv ha dovuto comunicare anche sui social la sospensione anticipata delle linee precedentemente annunciate, come quella per l'Ospedale. Un disastro. Ma il peggio doveva ancora venire.
Inutile, infatti, si è rivelata anche la precettazione, chiesta nella mattinata e concessa fuori tempo massimo, non senza qualche rimbrotto, dal prefetto. Ma ormai era troppo tardi. Il personale in sciopero non era più raggiungibile e così, oltre al caos nei servizi, si è consumata anche la "tirata per la giacchetta" al rappresentante del governo, con una precettazione dalle motivazioni gravi ("per motivi di ordine pubblico") rivelatasi in realtà inutile. Un precedente che funzionari della prefettura hanno definito "grave".
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