Scatta la prima prova per 5.613 maturandi

VENEZIA. L'ora della verità è arrivata: mercoledì 17 5.613 studenti veneziani sono entrati a scuola, astuccio in una mano e dizionario nell'altra, per affrontare finalmente la prima prova dell'esame di Maturità, l'unica uguale in ogni istituto d'Italia. A Venezia e provincia dei 5.613 maturandi impegnati nel test di Stato, 2.560 hanno frequentato i licei (classico, scientifico, linguistico e altro), altri 1.952 concluderanno i cinque anni negli istituti tecnici e, infine, 1.101 nelle scuole professionali, per un totale di 282 classi. Sono 85 gli studenti che affronteranno l'esame da privatisti.
Le commissioni d'esame in tutto saranno 141, composte ciascuna da sette docenti; 82 professori hanno rinunciato all'incarico e hanno dovuto essere sostituiti, ma si tratta di un numero fisiologico e comunque inferiore al passato.
Al suono della prima campanella, stamani alle 8, le segreterie scolastiche hanno scaricato il plico digitale contenente le tracce per il tema d'italiano, che tra analisi del testo, saggio breve e argomenti storici o d'attualità dovrebbe consentire a tutti i maturandi di trovare un argomento su cui cimentarsi.
Gli studenti hanno a disposizione cinque ore per dare il meglio. Nelle scorse ore, come ogni anno, voci di corridoio e presunte anticipazioni sui titoli scelti dal Miur si sono sprecate: nei siti internet come Skuola.net, Studenti.it e Scuolazoo venivano date come probabili tracce che affrontino la scottante questione immigrazione, l'attualissimo Expo o la minaccia del terrorismo internazionale, Isis in testa, ma non si escludevano neppure digressioni sull'elezione del Presidente della Repubblica o sul centenario della Prima Guerra Mondiale.
Più difficile indovinare il brano che gli studenti possono scegliere di passare al microscopio: se sembrava improbabile tanto un ritorno di Dante quanto una seconda sortita nella contemporaneità (dopo la prova del 2013 con Claudio Magris), restavano invece sempre validi i nomi di Ungaretti, Montale e Pascoli, così come di tutti gli autori affrontati dai programmi di quinta superiore.
Gli studenti invece si sono trovati a fare i conti con un brano tratto da "Il sentiero dei nidi di ragno" il primo romanzo di Italo Calvino.
Giovedì 18 sarà la seconda prova, diversa per ogni indirizzo: i licei classici dovranno mettere mano al vocabolario per tradurre una versione di latino (autore ancora sconosciuto, ma Cicerone fa già tremare i polsi dei ragazzi), gli scientifici affronteranno una verifica di matematica, i linguistici dovranno dimostrare le loro conoscenze in grammatica e cultura della prima lingua straniera.
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Dopo una manciata di giorni di riposo, lunedì 22, i maturandi saranno faccia a faccia con il temuto “quizzone”, il test multidisciplinare elaborato dalle singole commissioni d'esame. Fatta eccezione per il liceo Foscarini, che affronterà anche una quarta prova in lingua francese per la certificazione Esabac, tutte le scuole nei giorni seguenti inizieranno i colloqui orali, che si dovranno chiudere tra il 4 e l'8 luglio
«Per il tema d'italiano andare a caccia di tracce online è inutile, non ci hanno mai azzeccato», sottolineava martedì un professore veneziano, «meglio concentrarsi sul titolo e la tipologia di testo che sembra più nelle proprie corde e, soprattutto, non agitarsi: con cinque ore di tempo si ha anche la possibilità di fare un bel respiro profondo».
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Per quanto riguarda invece le altre prove, valgono sempre i consigli più classici: «Passare le notti in bianco per ripetere non è mai una buona idea» raccomanda un altro docente «specie in vista degli orali, dove paga di più la mente lucida e la lingua sciolta di chi è ben riposato».
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