Sbaglia strada, ferito in una sparatoria

NEW YORK. Per un turista italiano a New York domenica era incominciata con l’intenzione di esplorare la Grande Mela. È finita invece con una pallottola di pistola che lo ha colpito a una spalla. Casualmente si era ritrovato in un quartiere della città dove di turisti se ne vedono pochi. Di spacciatori di droga e membri di gang locali invece ce ne sono tanti.

Difficile ricostruire con precisione gli eventi che hanno portato Marino Stocco a rimanere coinvolto suo malgrado in una sparatoria con la quale non c’entrava nulla. «Oggi preferisco non parlare. Forse domani», ha detto il cinquantasettenne veneto comunicando attraverso il Consolato d’Italia.

Domenica è una bellissima giornata di sole nell’area metropolitana di New York. Un caldo asciutto perfetto per girare a piedi. Stocco, che si trova negli Stati Uniti da luglio, lascia il luogo dove alloggia nel quartiere di Queens e sceglie come meta un museo italo-americano fuori mano. Il Garibaldi-Meucci Museum è a Staten Island, uno dei cinque distretti della città al di là della baia di New York.
È una grande isola collegata alla terra ferma dal noto ponte di Verrazzano, ma la maggior parte delle persone per andare a Staten Island usano il traghetto.
L’imbarcazione attracca a Staten Island, i turisti entrano nel terminal e si rimettono in fila per tornare a bordo senza neppure mettere piede in questa parte della città che scherzosamente viene chiamata “il distretto dimenticato”. È un quartiere infatti spesso ignorato perfino dai newyorkesi che raramente si avventurano da quelle parti.

Il Garibaldi-Meucci Museum si trova su Tompkins Avenue, una camminata piuttosto lunga per arrivarci a piedi, almeno quarantacinque minuti. Con l’autobus ci si arriva in meno di venti.
Stocco però sbaglia strada. Anzichè lasciare il terminal e incamminarsi a sinistra prende la strada verso destra, una bella passeggiata con stupenda vista della baia di New York. Si allontana però dalla zona residenziale lungo l’acqua e, ignaro del pericolo, incomincia ad avvicinarsi al quartiere New Brighton.
«L’ultima volta che sono andato lì è stato per errore», dice John Patrick Naughton, un fotografo che risiede in una zona tranquilla non lontana da New Brighton.
«Non ci andrei senza essere armato. Classica area di violenza e spaccio di droga dove l’unica risposta possibile è estrarre una pistola».
Sono circa le 13 quando Stocco arriva al Mahoney Playground, un parco-giochi lungo Crescent Avenue. Piccolo polmone di verde circondato da case popolari ma niente di particolarmente allarmante. Improvvisamente si sentono colpi di arma da fuoco.
Bambini e adulti che corrono ai ripari forse abituati a questo tipo di violenza urbana. Stocco prima ancora di capire bene che cosa stia succedendo viene colpito alla spalla sinistra da un proiettile. Si accascia sul marciapiede mentre il sangue imbratta la sua maglia blu.

Interviene la polizia che presta soccorso al turista italiano e lo ricovera al Richmond University Medical Center. Lo tengono sotto osservazione per diverse ore e viene dimesso lunedì. A Stocco è andata bene. Appena due settimane fa, il 4 agosto, a due isolati di distanza da Mahoney Playground un ragazzo di ventitré anni era stato colpito da un proiettile. È grave.
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