San Giuliano, la laguna torna a respirare
MESTRE. «Se non si fa nulla subito, entro vent’anni la laguna di San Giuliano diventerà una grande secca e potremo chiudere il polo nautico di San Giuliano, tradizionale affaccio alla laguna dalla terraferma e trasferire tutto nel canale di San Secondo, lontano da Mestre». L'allarme, lanciato lo scorso settembre, dalle remiere del Polo Nautico di San Giuliano e da un gruppo di cittadini, i “guardiani” della laguna di San Giuliano, che si sono messi in moto per tutelare lo specchio d'acqua che divide Mestre da Venezia, non è caduto invano.
La laguna tra Mestre e Venezia e a fianco del ponte della Libertà stava diventando una enorme secca, impraticabile e puzzolente. Per colpa anche dei detriti e dalle conchiglie, stratificate, che negli anni hanno finito con l'ostruire gran parte dei varchi sotto al ponte della Libertà, impedendo il ricircolo dell'acqua tra laguna Nord e Sud.
In questi giorni, come un bel regalo di Natale, i cantieri avviati da Rfi prima e dal Provveditorato alle opere pubbliche, l'ex Magistrato alle acque, hanno prodotto un ritorno del ricircolo dell'acqua.
A testimoniarlo i video realizzati da Paolo Cuman, consigliere municipale di Mestre Carpenedo e consigliere della Canottieri Mestre che per primo ha lanciato l'allarme sul pessimo stato di salute di questo tratto di laguna, a rischio interramento e anossia.
Immagini eloquenti e che fanno sperare gli oltre duemila appassionati che praticano la voga in laguna e anche quanti in questo tratto d'acqua passano per svago e per lavoro.
Cuman è andato in barca anche sotto il ponte della Libertà, dopo uno degli interventi del Provveditorato su uno dei varchi. "L'acqua sta tornando a circolare", racconta il consigliere, "ma serve una rifinitura successiva sui lati del ponte ed è anche evidente l'importanza di un canale di servizio, a lato del ponte, verso il Tronchetto per agevolare il passaggio della corrente e come alternativa al Canale di San Secondo".
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