San Donà, dipendente assenteista l’Arpav chiede i danni

SAN DONÀ. Dipendente furbetto del cartellino: l’Arpav lo trascina davanti alla Corte dei Conti per chiedere il pagamento dei danni d’immagine. All’inizio di aprile dello scorso anno Daniele Lugoboni, 57 anni, all’epoca dei fatti dipendente della sede Arpav di San Donà, aveva patteggiato la pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per peculato e truffa aggravata.
Per l’accusa l’uomo, addetto a verifiche e accertamenti tecnici nel settore ambientale, si era assentato dal posto di lavoro andando a fare le spese (usando anche mezzi dell’Agenzia regionale per l’ambiente) o giri in bici. Tutto mentre formalmente risultava in servizio, ovvero senza aver timbrato l’uscita.
Per poter patteggiare ed evitare il processo in aula, l’allora dipendente di Arpav aveva anche risarcito il danno patrimoniale nei confronti dell’Agenzia regionale per l’ambiente: circa 2.000 euro, ovvero i soldi corrispondenti alle ore che al tempo gli erano state pagate e che lui aveva impiegato per altri scopi, non lavorativi. A distanza di un anno, è fissata per il 12 aprile l’udienza davanti ai giudici contabili chiamati a chiarire se, come sostiene Arpav, il comportamento di Lugoboni abbia comportato anche un danno d’immagine all’ente.
Ma c’è un altro fronte giudiziario che ha visto protagonista di recente l’oramai ex dipendente. La sezione lavoro del tribunale civile di Venezia ha rigettato il ricorso che aveva presentato Lugoboni contro il licenziamento senza preavviso da parte dell’Agenzia regionale, secondo quanto previsto nel regolamento interno allo stesso ente. La pronuncia del giudice del lavoro ha fatto sì che il provvedimento sia diventato definitivo, fatto salvo che non venga ancora impugnato nei successivi gradi di giudizio.
Il caso era scoppiato nel 2015 quando i finanzieri di San Donà avevano immortalato Lugoboni che si assentava dall’ufficio in orario di lavoro. Erano seguiti mesi di pedinamenti e di indagini parallele sulle celle del cellulare del dipendente per dimostrare il comportamento non corretto del dipendente. Erano stati accertati in tutto 53 episodi di assenteismo. In 24 casi accertati dai finanzieri, il dipendente era stato sorpreso a utilizzare i mezzi di servizio di proprietà dell’Arpav sempre per scopi personali.
Quando il dipendente era finito sotto inchiesta da parte della Procura, nel 2016 era scattata la sospensione da parte dell’Agenzia regionale dell’ambiente. Un anno fa era stato licenziato e aveva impugnato il procedimento davanti al tribunale del lavoro che nelle scorse settimane si è pronunciato.
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