Rogo alla laguna del Mort forse è stato un piromane

JESOLO. Forse l’azione di un piromane dietro l'incendio di venerdì: Eraclea chiama Jesolo sull’emergenza incendi alla laguna del Mort. Due ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo, con quasi tre ore di intervento dei vigili del fuoco, servizio forestale dello Stato e volontari della protezione civile di Eraclea con gli agenti della polizia locale. Tra le cause al vaglio dei tecnici dei pompieri, un mozzicone di sigaretta gettato inavvertitamente o l’azione di un piromane. Due gesti comunque deprecabili che impongono una riflessione sui rischi che corre quest’area protetta.
«Questo evento», commenta Gianpaolo Pamio della Lipu, lega italiana protezione uccelli provinciale, «dimostra come non sia assolutamente da perseguire l’idea dell’accorpamento del corpo forestale con altre forze di polizia in nome di un presunto risparmio che non solo non è dimostrabile, ma non tiene conto del vantaggio economico che portano la vigilanza costante, la prevenzione e la cura dei danni ambientali, in aree, come quella della laguna del Mort, dal valore inestimabile».
La laguna del Mort insiste di fatto sull’area di Eraclea Mare, ma è territorialmente di competenza di Jesolo per buona parte della spiaggia e pineta. Sono dovuti arrivare gli elicotteri della forestale e dei pompieri per spegnere le fiamme in quasi tre ore di intervento. Gli altri mezzi di emergenza non riuscivano ad accedere lungo sentieri impervi e stretti per raggiungere la macchia in fiamme davanti alla pineta, a 700 metri dalla darsena Mariclea. «Dobbiamo ragionare assieme a Jesolo», dice il sindaco di Eraclea, Giorgio Talon, «per trovare assieme delle soluzioni. La laguna del Mort è sempre più a rischio e con l’arrivo dell’estate gli incendi possono verificarsi con una certa frequenza, come è accaduto in passato. Bisogna mettere in sicurezza gli accessi alla spiaggia e alla Pineta, fare in modo che i soccorsi eventuali possano sempre arrivare».
Anche in caso di malori, come già avvenuto, solo l’elisoccorso del Suem può arrivare sul posto perché, in molte situazioni di emergenza, le ambulanze non sarebbero giunte in tempo. Un ragazzo era stato salvato in extremis, qualche anno fa, per un collasso in mezzo alla pineta.
«Accogliamo con entusiasmo la proposta del sindaco Talon», risponde da Jesolo, Valerio Zoggia, «che mi pare molto sensata oltre che saggia. Possiamo discutere cosa fare assieme e unire le risorse che avremo a disposizione anche se non saranno molte. Pensiamo a coinvolgere i volontari delle protezioni civili in un controllo assiduo e poi cercheremo di capire come intervenire anche sulla messa in sicurezza degli accessi».
Giovanni Cagnassi
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