Ricercatrice veneziana, scoperta anticancro

Micol Ravà del Center For Genomic Science ha idividuato un gene responsabile dello sviluppo del tumore al fegato
Micol Ravà, 30 anni, ricercatrice veneziana del Center for Genomic Science
Micol Ravà, 30 anni, ricercatrice veneziana del Center for Genomic Science

VENEZIA. Importante scoperta nella lotta contro il cancro da parte di una giovane ricercatrice veneziana. L’Airc, l’Associazione italia per la ricerca sul cancro ha infatti comunicato sul suo profilo twitter di come sia stato identificato un gene responsabile di sviluppo e mantenimento del tumore al fegato.

La ricerca è stata condotta da Micol Ravà, ricercatrice veneziana del Center for Genomic Science of IIT@SEMM - Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) che attualmente sta concludendo un post doc nel gruppo del Professor Bruno Amati che ha coordina un gruppo di ricercatori sia all’IEO e sia all’IIT. Micol ha 30 anni, sposata, con un figlio, si è laureata in Biologia applicata alla ricerca biomedica all’Università Statale di Milano con 110 e Lode e poi ha fatto il Dottorato di Ricerca in Medicina Molecolare.

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Lo studio si è focalizzato sull’epatocarcinoma (HCC), una delle cinque neoplasie a più alta incidenza al mondo e con un altissimo tasso di mortalità. L’HCC e’ una tipologia di cancro chemioresistente e purtroppo ad oggi non ci sono farmaci specifici e l’unica possibilità di cura è data dalla chirurgia e dal trapianto di fegato. Per individuare nuovi sistemi di cura è necessaria una maggiore comprensione dei meccanismi molecolari e delle modificazioni genetiche che hanno luogo nel nucleo cellulare degli epatociti durante il processo tumorigenico.

La ricerca condotta da Micol Ravà si è incentrata sullo studio funzionale di ST18, un gene noto per essere geneticamente attivato in epatocarcinoma, ma di cui non si conosceva il ruolo nella formazione dei tumori, dimostrando ancora una volta una correlazione tra infiammazione e cancro. Inducendo lo spegnimento del gene ST18 o la morte delle cellule infiammatorie, si è ottenuta una rapida regressione tumorale e morte delle cellule cancerogene.
 

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