Riabilitazione più veloce con il robot Amadeo

LIDO. Per chi soffre di disturbi alle mani all’Ospedale San Camillo potrà trovare nuove e rapide risposte grazie al robot Amadeo. Da partner nella sperimentazione di questo strumento, l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico del Lido è diventato infatti pure un utilizzatore finale.
Amadeo è infatti un robot di ultimissima generazione in grado di rivoluzionare i processi riabilitativi della mano, anticipando i tempi di recupero anche di un paio di mesi, e favorendo lo sviluppo della ricerca scientifica. Lo strumento è stato messo a disposizione del laboratorio di tecnologie riabilitative del San Camillo, in cui lavorano i medici Andrea Turolla e Michela Agostini, cui si aggiunge la preziosa collaborazione di una équipe composta da Mahmoud Alhelou, Alfonc Baba, Francesca Baldan, Pawel Kiper, Lorenza Maistrello e Giorgia Pregnolato.
Il robot Amadeo è prodotto invece dall’azienda austriaca Tyromotion di Graz. Questa partnership internazionale, come le molte attualmente in fase di sviluppo nella struttura ospedaliera degli Alberoni, ha reso operativo a tutti gli effetti il nuovo robot. «Durante la fase di sperimentazione siamo riusciti a portare a termine uno studio, di cui stiamo per pubblicare i dati, che ci ha permesso di individuare quali siano le caratteristiche cliniche di un ictus e quindi il conseguente trattamento più idoneo con un robot» spiega il dottor Turolla.
«Si tratta di una valutazione di rilevante impatto sulla società, che ci fornisce nuova linfa per proseguire nel nostro lavoro di ricerca scientifica. Infatti, stiamo già pensando di sviluppare una ricerca che si baserà sullo sfruttamento del lato sano del corpo per riabilitare quello malato. Una nuova opportunità che ci consentirà di aiutare anche i pazienti con patologie più complesse da curare».
La funzione riabilitativa dello strumento permette di accorciare i tempi standard di recupero grazie alla tecnologia innovativa che consente di riconoscere gli impulsi muscolari del paziente, comprendendo la volontà di esercitare il movimento e sostenendo lo stesso malato nel processo di recupero funzionale. Il lavoro svolto negli anni di sviluppo del robot ha consentito all’Irccs San Camillo di produrre una ricerca scientifica sul tema del recupero funzionale, che da circa dieci anni è condotta in collaborazione con il Mit di Boston, in cui si studia come cambia il controllo dei muscoli dopo una lesione al cervello. Il nome Amadeo, che l’azienda produttrice ha voluto dare al robot ora sul mercato, è un omaggio al compositore Wolfgang Amadeus Mozart, sia perché austriaco che per gli aspetti connessi all’uso delle mani. (s.b.)
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