Regate, il commissario taglia il bilancio e azzera i fondi

VENEZIA. Torna oggi la Festa della Sensa a celebrare lo storico legame tra la Serenissima e il mare e proprio in questa ricorrenza, proclamata dalla Repubblica di Venezia in occasione del giorno dell'Ascensione, si scopre che l'intera stagione remiera è a rischio per i tagli decisi con il bilancio 2015 in via di approvazione da parte del commissario Vittorio Zappalorto: in pratica, la Sensa di oggi potrebbe essere l’ultima seguita da Ca’ Farsetti.
Le spese per le regate della stagione non rientrano, infatti, tra le spese giudicate obbligatorie e pertanto già la prossima regata di Sant’Erasmo, agli inizi di giugno, non sarà organizzata dal Comune, ma sarà «salvata» dagli sforzi del Comitato dell’isola e dei regatanti che se ne assumeranno i costi organizzativi. Ma anche per le due successive regate della stagione, quelle dei Santi Giovanni e Paolo e di Murano, il Comune non metterebbe risorse in bilancio. A sollevare il caso, per primo, con una lettera aperta al commissario Zappalorto, è stato Saverio Pastor noto artigiano remiero e presidente dell’Associazione El Felze.
«Ho avuto la conferma - scrive tra l’altro nella sua lettera - che il Comune di Venezia ha sospeso l’organizzazione delle regate. Sembra non ci siano soldi né per la manutenzione delle barche, né per sostenere la struttura organizzativa, né, tantomeno, per dare premi a chicchessia. Non è possibile! Ciò significa non avere capoito il Dna della città, vuol dire annientare la storia, la nostra cultura, la nostra specificità, la nostra essenza». La richiesta di Pastor a Zappalorto è di «ritornare su questa decisaione e confontarsi con i regatanti che lei ha premiato con entusiasmo qualche mese fa e con tutte le realtà legate alla voga».
Il Comune avrebbe di fatto chiuso il cantiere della manutenzione delle barche da regata, che si triva alle Terre Perse, ricollocando a Veritas i dipendenti dell’azienda che svolgevano invece questo servizio». Prudente Vela - la società comunale che si occupa anche dell’organizzazione delle regate - che spiega come, nell’attuale regimne di bilancio, ci voglia per ognuna di esse una determinazione di un dirigente comunale che le autorizzi. La spesa complessiva per l’organizzazione della stagione remiera, compresi i premi per ciascuna di esse e la Storica, ammonta a circa 200 mila euro.
Una cifra, tutto sommato, modesta e riesce difficile capire perché pur in una fase difficilissima per il bilancio comunale, Zappalorto abbia ad esempio autorizzato la presidente della società per il gioco del Casinò Ilaria Bramezza a spendere circa 110 mila euro per l’assunzione di tre consulenti per il marketing, ma non possa fare a meno di “tagliare” la stagione remiera che è comunque una delle residue espressioni dell’autentica venezianità.
Se i soldi per le regate non saranno in bilancio, si prevedono reazioni durissime non solo dal mondo della voga, come riferiamo a parte.
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