Refugee Masterchef a Venezia, il piatto alla menta di Maimouna conquista tutti

Emozionante gara tra 16 richiedenti asilo: i vincitori lavoreranno nelle cucine della catena Orient Experience
Un momento della gara
Un momento della gara

Masterchef dei rifugiati a Venezia, vince la senegalese Mainouna: eccola ai fornelli

VENEZIA. Si sono lasciati alle spalle le violenze del passato e hanno sorriso ancora, guardando al futuro.

Mercoledì sera, all’Istituto Alberghiero Barbarigo 16 richiedenti asilo, provenienti da diverse cooperative sociali venete, hanno partecipato alla quarta competizione «Refugees Mastechef», ideata da Hamed Ahmadi e Hadi Noori, per conquistarsi il posto di lavoro in uno dei cinque ristoranti Orient o African Experience, tra Venezia e Padova.

A destra la vincitrice Mainouna, 41 anni, senegalese. Qui insieme a Alganesh, vincitrice due anni fa
A destra la vincitrice Mainouna, 41 anni, senegalese. Qui insieme a Alganesh, vincitrice due anni fa

La vincitrice, con un piatto delizioso a base di menta, è la senegalese Maimouna che ha fatto breccia nei palati del centinaio di persone presenti. A premiarla con un grande abbraccio c’era Alganesh, la ragazza etiope che due anni fa partecipò alla stessa iniziativa e che ora è cuoca fissa all’African Experience in Calle Lunga San Barnaba. Non sarà solo Maimouna ad accedere al posto di lavoro, ma anche gli altri partecipanti, suddivisi però in fasce temporali diverse.

La competizione quest’anno è stata aperta a tutti i rifugiati. I piatti provenivano infatti da quasi tutto il mondo: dal Kossovo al Bangladesh, dall’Afghanistan e dello Yemen.

Tre le classi del Barbarigo con una cinquantina di studenti bravissimi presenti come camerieri di sala e come aiuto cuochi in cucina. I rifugiati hanno insegnato loro diverse ricette, mentre i provetti chef li hanno aiutati a preparare il piatto in maniera elegante. Nel tavolo centrale c’era la giuria composta da una decina di docente esperti, il preside del Barbarigo Carlo Marangon, i docenti promotori dell’iniziativa Luana Salvezzo e Manuel Garofalo e il superchef afgano, ormai venezianizzato, Ali Qalandari.

L’evento è stato emozionante dall’inizio alla fine e il pubblico ha applaudito con passione e grande gioia. Ogni partecipante ha infatti spiegato ai presenti il proprio piatto, rievocando il viaggio che lo ha portato fino a qui e la speranza di poter ricominciare una nuova vita. 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia