Referendum consultivo per l'autonomia del Veneto: si vota il 22 ottobre

Il presidente Zaia ha firmato il decreto di convocazione alle urne: vincessero i sì, inizierebbe il braccio di ferro con il governo sulla sostanziale autonomia fiscale
Il presidente della Regione Zaia mostra il decreto di convocazione del referendum per l'autonomia
Il presidente della Regione Zaia mostra il decreto di convocazione del referendum per l'autonomia

VENEZIA. Lunedì 24 aprile, il presidente della Regiove Veneto Luca Zaia - insieme a tutta la giunta - ha firmato in diretta Facebook il decreto di convocazione alle urne dei veneti: il 22 ottobre, dalle 7 alle 23, si voterà per il referendum consultivo per l'autonomia del Veneto.

Il questito. Zaia lo ha letto in diretta Facebook: "Vuoi che alla regione Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni di autonomia?"

Il che non significa che - vincesse il Sì - dal 23 ottobre il Veneto sarà una regione autonoma al pari del Trentino Alto Adige o della Sicilia. Ma il presidente Zaia ha sfoggiato tutta la sua oratoria leghista per chiamare i residenti al voto: "Qui si dice: Paroni a casa nostra". 

L'obiettivo è portare alle urne milioni di persone e con quei voti trattare con il governo: "Il nemico è Roma", carica il suo pubblico il presidente veneto.

Il presidente Zaia la spiega così: "Ci hanno tentato molti miei predecessori, La Corte costituzionale ha bocciato in passato il quesito 22 volte. Ci abbiamo provato anche noi e con la legge 21/2014 sull'autonomia e l'indipendenza abbiamo trovato lo spiraglio. A luglio 2015, la Corte costituzionale ha riconosciuto che la  Regione Veneto ha titolo per indire  un referendum consultivo: grazie a tutti gli esperti che ci hanno aiutato, i professori Bertolissi, Antonini, Burati, Cacciavillani".

"Nel 2001, con la riforma del titolo V sono stati attribuiti alle Regione 19 nuovi poteri più tre di delega dello Stato: da allora, non ne abbiamo visto uno", prosegue Zaia, capite che mi viene l'orticaria se qualcuno dice che dobbiamo ancora trattare?  

Obiettivo. "Vogliamo essere come Trento e Bolzano, come è scritto in Costituzione. Dateci tutte le competenze previste in Costituzione: il federalismo fiscale. Perché il "vulnus" è proprio che un'applicazione totale dell'articolo 116 significa che tutto il residuo fiscale deve restare  qui: significa 4 miliardi l'anno, per questo non vogliono, se  lo applichi dai vita a nuove regioni autonome ed è quello che vogliamo: diventare pienamente autonomi. Il nemico non è veneto contro veneto, Padova contro Vicenza, partito contro partito: il nemico è Roma. Dobbiamo dimostrare di essere un popolo. Il giorno dopo il Veneto non sarà più lo stesso".

Niente Election Day . "Avevamo chiesto al premier Renzi di votare il 4 dicembre, ma ci hanno detto no. Abbiamo chiesto di votare ora con le amministrative, ma niente da fare. I veneti avrebbero risparmiato 14 milioni di euro. Ora con la firma del decreto di convocazione alle urne, partiamo:siamo già pronti con tutto il materiale".

La data. Il 22 ottobre, scelto - spiega Zaia - perché a 151 anni plebiscito. Come pure il 24 aprile per l'annuncio: "Avremmo voluto farlo il 25 aprile, giorno di San Marco, ma rispettiamo la giornata di festa di tutti, che è festa della Liberazione, di San Marco, dei veneziani e dei veneti".

L'appello. "Si tratta di un referendum consultivo,dei veneti, non di un partito. Bisogna votare in tanti perché ci serve un plebiscito alle urne, dalle 7 alle 23 del 22 ottobre. Dicono che è consultivo e non serve a nulla? La casa si costruisce dalle fondamenta e la fondamenta dell'autonomia è il referendum. Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana una regione è autorizzata dalla Corte costituzionale a chiedere ai propri cittadini se vogliono più autonomia", con il voto di 5 milioni di veneti - incalza Zaia - la "questione dell'autonomia veneta" dovrà essere quotidianamente nell'agenda del governo. I parlamentari sappiano che non verranno se non si impegnano per questo"

 


 

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