Redentore, la pioggia non ferma la tradizione e i foghi illuminano il Bacino

VENEZIA. Il Redentore ha allontanato pioggia, lampi e tuoni e il cielo si è illuminato di meravigliosi fuochi d'artificio.
Chi era in barca si è ritrovato sotto una volta di luci.
A spirale, a cerchio, a cuore, tantissime le forme che hanno incantato il pubblico, con il classico applauso finale.
PRONTO INTERVENTO:
Oltre alle forze dell'ordine sono stati presenti fino all'alba di domenica Suem e Croce Verde.
Una ventina gli interventi effettuati entro l'una, dopo lo spettacolo dei fuochi. Il più grave è uno scontro tra due barchini avvenuto all'altezza dei Giardini. Uno dei due si è capovolto e le persone sono state portate al pronto soccorso, nessun ferito sembra grave.
Gli altri: un signore di 80 anni ha avuto un malore ed è stato ricoverato in ospedale, tre persone per piccoli interventi, una persona con frattura al Mulino Stucky, una per allergia a qualcosa che aveva mangiato, uno in stato di agitazione all'hotel Bauer, una persona con trauma a un occhio dovuto a una caduta in barca e una richiesta a San Giorgio, poi risolta. Un'altra persona si è fatta male a un occhio, stappando una bottiglia.
Il piano per gli interventi di primo soccorso, coordinato dal Suem in collaborazione con la Croce Verde, è stato potenziato: erano in servizio sette idromabulanze, 2 imbacraderi attrezzati alle Zitelle e ai Giardini, un battello Actv attrezzato da ospedale galleggiante, 8 squadre a piedi e due ambulatori aperti a Piazzale Roma e a San Marco.
Potenziato il servizio anche al Lido e a Mestre.
POMPIERI
Gli interventi effettuati entro le 00.45 sono stati due. I vigili del fuoco sono intervenuti per aiutare due barche che si erano incagliate, ma non ci sono stati feriti.
LA FESTA
Piene le rive da San Marco a Sant'Elena, senza contare la Giudecca, ricca di tavolate, dove sorge la magnifica chiesa palladiana, costruita per ringraziare Cristo Redentore di aver liberato la città dalla peste.

Sulle 19 il cielo minaccioso aveva fatto temere il peggio, soprattutto perché nelle città limitrofe e nel veneziano la pioggia è caduta a volontà. Sulle 21 lampi e tuoni hanno iniziato a farsi sentire, fino all'arrivo della pioggia, sulle 21.15, che ha continuato a cadere, più e meno forte, fino alle 23.

L'unico ostacolo allo spettacolo sarebbe stato un forte vento, ma non c'è stato bisogno di proeccuparsi perché sulle 23 è smesso di piovere e il cielo si è aperto per i fuochi d'artificio.

I fuochi, ispirati alle Quattro Stagioni di Vivaldi, hanno così celebrato per il 443esimo anno, un voto fatto nell'anno 1575 per la fine della pestilenza, riconfermato poi nel 1630 quando si iniziò a costruire la Basilica della Salute.

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