Razzismo fra i giovanissimi, le scuse e la targa dello Jesolo al baby calciatore

A ottobre un giocatore nerazzurro, dopo aver subito un fallo, aveva pesantemente offeso l’avversario dell’Annone per il suo colore della pelle  

Giovanni Cagnassi

Un contatto violento durante la partita di calcio dei giovanissimi e lo sfogo razzista di un giocatore dello Jesolo dopo aver subito un fallo dall'avversario: “Nero di m...”. L'episodio era avvenuto lo scorso ottobre allo stadio di calcio di Annone, match tra "Acd Jesolo" e "Calcio Veneto orientale" nella categoria giovanissimi regionale.Ragazzi di 15 anni, atletici e competitivi ancora acerbi sia nello sport che nella vita. Il fallo aveva scatenato la reazione di un giocatore dello Jesolo e non era passata inosservata. Sembrava tutto dimenticato, ma domenica scorsa allo stadio Picchi alle porte del lido la società jesolana ha voluto archiviare questa storia con un gesto importante, consegnando una targa al giovane di colore, di origini centro africane che vive nel Portogruarese: “ Siamo tutti uguali, dentro e fuori dal campo. Il calcio è inclusione”.

LA CERIMONIA Una cerimonia molto sentita, a inizio partita, tra gli applausi degli spettatori e la voglia di dimenticare davvero perchè non avvenga più. L'episodio non era stato comunque privo di strascichi, tanto che il giocatore dello Jesolo, oltre a essere radarguito al momento era stato sospeso e poi non si era più iscritto nella società calcistica. “Ci è molto dispiaciuto”, ha detto il vice presidente dell'Acd Jesolo, Alessandro Iguadala, “a me personalmente come genitore di un giovane calciatore e poi come vice presidente della società. Lo scorso ottobre avevo subito chiesto spiegazioni a bordo campo e avevo notato che il padre del ragazzo offeso in quel modo aveva sentito bene quella esclamazione molto offensiva".

IL RAGAZZO JESOLANO PUNITO. Iguadala ricostruisce quel momento in cui qualcuno ha perso la testa per pochi secondi. "C'era stata una colluttazione in campo", ricorda, "poi, come spesso avviene, gli animi si sono scaldati e il nostro giocatore che aveva preso un brutto calcio sulla gamba si era alzato e sfogato con quella frase razzista”.

LA TARGA PREMIO. l “Noi non ci siamo mai dimenticati di quanto successo quel giorno ad Annone”, prosegue il vice presidente dello Jesolo, “e il nostro giocatore è stato rimproverato, invitato a scusarsi e poi allontanato dalla squadra nella quale non si è più iscritto. E domenica scorsa abbiamo pensato a questa targa da consegnare al ragazzo di origine straniera, ma italiano a tutti gli effetti. Ed è stata una cerimonia sentita e partecipata, per tutti noi una sorpresa vista la reazione della gente che ha molto apprezzato. Abbiamo avuto modo in questi mesi di discuterne con i nostri giovani per spiegare loro che oggi nel mondo siamo tutti uguali e non ci devono essere discriminazioni di razza, credo religioso, sesso e quant'altro. "Un messaggio importantissimo", conclude, "per le nuove generazioni che si affacciano alla vita anche attraverso i valori dello sport che deve essere relamente inclusivo”.

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