Raccolta firme per difendere Bella Ciao

QUARTO D'ALTINO. «Aspettiamo fiduciosi che arrivino delle scuse ufficiali ai ragazzi, alle ragazze e agli insegnanti dell'Istituto Comprensivo Roncalli di Quarto d'Altino, e a tutte le cittadine e cittadini presenti».
Novantacinque firme, di genitori di piccoli studenti della Roncalli di Quarto d’Altino e di cittadini e cittadine antifascisti, per la petizione nata dalla bagarre scoppiata alle celebrazioni del 25 aprile, con i sindaci di Quarto d’Altino e Marcon, Grosso (centrodestra) e Romanello (Lega ) che se ne sono andati infatistiditi per la “Bella Ciao”, intonata, senza accordo, alle celebrazioni per la Liberazione dai ragazzi. Al loro fianco il vicegovernatore veneto, il leghista Gianluca Forcolin. La lettera, firmata da quasi cento cittadine e cittadini Antifascisti di Quarto d'Altino e dintorni, compresi molti genitori, conferma quanto la polemica abbia un effetto divisivo su una canzone che non fu dei comunisti, ma di tutti gli antifascisti.
La petizione inizia citando le parole di una lapide commemorativa di Scandicci, vicino Firenze ( che si conclude così: tutto questo spiega ai tuoi figli/ E ai figli dei tuoi figli/ Non perché l’odio e la vendetta duri/ Ma perché sappian quale immenso bene/ Sia la libertà /E imparino ad amarla / E la conservino intatta/ E la difendano sempre) e che ben rappresenta, dicono i firmatari, il senso del «lavoro che hanno fatto le e gli insegnanti della scuola media “Roncalli” di Quarto d'Altino nei giorni scorsi, in preparazione alla partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile, su richiesta dell'amministrazione comunale. Hanno spiegato ai nostri figli, e gliene siamo grati, i concetti racchiusi nelle parole scolpite su quella lapide e che fanno parte della storia del nostro paese e del patrimonio culturale di ogni cittadino italiano». E precisano: «Quando i ragazzi hanno intonato “Bella Ciao”, canto simbolo dell'antifascismo unitario, abbiamo assistito a qualcosa che non avremmo mai voluto vedere: l’istituzione che voltava le spalle al futuro, ai ragazzi che si stavano esibendo con impegno ed emozione». La lettera prosegue: «Un gesto irrispettoso e maleducato, innanzitutto per l'impegno dei ragazzi e delle ragazze che non sono stati né strumentalizzati, né indottrinati (come ha sentenziato qualche leone da tastiera che non era presente e non conosce il lavoro svolto) ma semplicemente istruiti, come chiede la nostra Costituzione». Nella lettera si contesta anche la mancata inaugurazione della mostra sulla Resistenza “al femminile”, «lasciando in un angolo, senza spiegazione, la rappresentanza dell'Anpi di Mira». Mostra che ora, dicono i cittadini, tutti dovrebbero andare a vedere. E proseguono: «Qualcuno si è detto addirittura “offeso” dall'esecuzione di “Bella Ciao”, probabilmente senza rendersi conto che solo un fascista può dire una cosa simile rispetto a questa canzone; o forse rendendosene conto benissimo, trascurando il fatto che il fascismo non è un'opinione, ma un crimine e come tale trattato dalla nostra Costituzione e dall’ordinamento giuridico».
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