Quei nuovi cittadini di Marghera che arrivano da tutto il mondo

In cento animano “L’Italia sono anch’io”: sono di tanti Paesi, nati qui, parlano la nostra lingua eppure avranno la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni. A loro un fac-simile di carta d’identità
Agenzia Candussi, giornalista Tonizzo. "Nuovi cittadini in piazza" manifestazione in piazza Mercato a Marghera con i bambini delle scuole elementari.
Agenzia Candussi, giornalista Tonizzo. "Nuovi cittadini in piazza" manifestazione in piazza Mercato a Marghera con i bambini delle scuole elementari.

MARGHERA. Oltre cento bambini di venti paesi ed etnie diverse uniti in un allegro girotondo di colori, giochi e divertimento hanno animato per la festa del 2 giugno piazza del Mercato. Nonostante la pioggia, sono stati più di cento i bambini ad animare ieri il centro di Marghera per “L'Italia sono anche io - nuovi cittadini in piazza”, l'iniziativa di gioco e allegria per sentirsi tutti uguali nella stessa città organizzata dalla Municipalità in collaborazione con il circolo comprensorio Grimani, il gruppo scout Agesci Marghera e la parrocchia della Cita.

L'evento ha visto i bambini delle scuole primarie di Marghera e delle associazioni nazionali coinvolte (Bangladesh, Moldavia, Ucraina e Nepal) con le loro famiglie giocare assieme per scoprire come poter essere cittadini attivi e conoscenti, scoprendo e vivendo assieme la città e l'Italia intera, senza alcuna distinzione. L'iniziativa, non a caso organizzata in occasione del 2 giugno, ha avuto un forte valore civico, dato che proprio in queste settimane si sta svolgendo l'iter per la riforma della legge sulla cittadinanza, già votata alla Camera. «Nel giorno della festa della Repubblica», spiegano gli organizzatori, «da Marghera diamo un forte segnale attraverso i bambini che hanno anticipato nelle scuole quella società multietnica che spesso spaventa e rende intolleranti. La nostra idea è quella di lanciare un invito al superamento delle discriminazioni che penalizzano tanti giovani per affrettare l'approvazione di una legge necessaria, dato che sono oltre un milione i ragazzi nati e cresciuti in Italia che sono costretti ad attendere i 18 anni prima di ottenere la cittadinanza».

Nel solo comprensorio Grimani, questa sorte attende circa 150 bambini, e parte di loro ieri era in piazza a giocare in girotondi che, spesso, su quattro piccoli coinvolti vedevano quattro etnie e culture diverse. A fine giornata, dopo un paio d'ore di corse e divertimento anche sotto la pioggia, a tutti i bambini partecipanti è stato consegnato un fac-simile di carta d'identità, con la dicitura “Nuovi cittadini in piazza” e la possibilità di segnalare all'interno, per ora per gioco, la propria appartenenza all'Italia. «Sono bambini», spiegano ancora dall'organizzazione, «che anche in famiglia parlano solo italiano, che spesso non sono mai stati nel paese d'origine. Solo nel comprensorio Grimani questa situazione riguarda quasi un bambino su due».

«Marghera», aggiunge il presidente Gianfranco Bettin, «può essere esempio positivo di integrazione per il resto d'Italia. Questi bambini, che vanno oltre le singole diversità, crescendo in questa maniera, grazie all'aiuto di insegnanti in gamba e partecipi, saranno il futuro della società multietnica che sogniamo».

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