Profughi. «Il Cie a Campalto soluzione sbagliata»

Coro di no contro l’ipotesi di un centro di identificazione ed espulsione. Potrebbe sorgere nell’area dell’Esercito. Zaia: «In Veneto non c’è posto»
Foto Agenzia Candussi/ Mion/ Campalto, via Orlanda/ Ex zona militare
Foto Agenzia Candussi/ Mion/ Campalto, via Orlanda/ Ex zona militare
MESTRE. Solo un coro di no. Da destra a sinistra passando dall’amministrazione comunale di Venezia, il territorio dice no al Centro di identificazione ed espulsione. Tutti contro il Cie a Campalto. Tra l’altro il presidente della Regione Luca Zaia, ribadisce il suo no al Centro in un qualsiasi angolo del Veneto. Le uniche voci discordanti, quella del sindaco di Verona Flavio Tosi che si offre ad ospitare lui il Cie e quella della consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti che plaude al piano del ministro dell’Interno Marco Minniti e invoca senso di responsabilità e accoglienza.
Centro espulsione a Campalto. Il governo ci riprova
SITUAZIONE AL CENTRO D'ACCOGLIENZA DI CONETTA (CONA)
 
 L’area dove realizzarlo. L’unica area dove il Governo può disporre a Campalto, perché di proprietà dello Stato, è l’ex campo per aerostati che si trova dopo il cimitero di Campalto. Ora è usata come deposito di vecchi camion dell’esercito e come area di addestramento del “Battaglione Mestre” dei carabinieri. Qui si addestrano pure i carabinieri che partecipano alle missioni internazionali di peacekeeping. L’area è visibile anche da via Orlanda, tratto comunale della Regionale Triestina. Viaggiando verso Tessera, subito dopo il cimitero del paese, inizia un muro che corre parallelo alla strada, a separarlo dalla quale c’è un profondo fossato. Oltre il muro c’è l’area individuata. 
 
Moduli abitativi. All’interno dell’area non ci sono dei veri e propri edifici abitabili. Ma del resto l’idea del Governo per ospitare gli stranieri da rimpatriare, dove non ci siano degli stabili, è quella di attrezzare lo spazio con moduli abitativi prefabbricati. Questo consente risparmi di tempi per la costruzione dei Cie. Fondamentale è che l’area sia delimitata da recinzioni. I Cie pensati dal ministro dell’Interno, nel suo piano, ospiteranno al massimo un centinaio di persone e saranno venti. Ogni regione dovrà averne uno, possibilmente nei pressi di un aeroporto per rendere facile l’accompagnamento al volo di rimpatrio. 
L'area scelta per il Cie lungo via Orlanda tra Campalto e l'aeroporto di Tessera
L'area scelta per il Cie lungo via Orlanda tra Campalto e l'aeroporto di Tessera
 
Lontano dai centri abitati. Il coro dei no locali si apre con la voce di Renato Boraso, assessore alla Mobilità del Comune di Venezia. «Preso atto che si deve realizzare un Cie in Veneto, la scelta del luogo deve rispondere ad una condizione fondamentale: deve essere lontano dai centri abitati - sottolinea Boraso -. Quindi la scelta di Campalto è inopportuna. Se la strategia è quella di piazzare i Cie vicino agli aeroporti ricordo che in Veneto ci sono anche quelli di Verona e Treviso. Inoltre il Cie sorgerebbe accanto alla nuova struttura per anziani del Don Vecchi e davanti alla più grande chiesa cristiana copta del Nordest che sta per essere ultimata. Già cinque anni fa la gente ha detto no».
 
 In Veneto, proprio no. Il presidente della Regione Luca Zaia ha ribadito il proprio no alla realizzazione di un Cie in Veneto. Che sia a Campalto come in un altro luogo della regione. 
 
Accoglienza e sicurezza secondo Moretti. «Quella che abbiamo di fronte è la sfida più importante del secolo per la nostra democrazia: accoglienza umanitaria per coloro che hanno diritto e rispetto della legge sono un'equazione possibile a patto che la smettiamo tutti di prenderci in giro». Ha scritto sul suo profilo Fb la consigliera regionale del Pd Alessandra Moretti. «Lo dico a Zaia e a quanti soffiano sul fuoco dello scontro di civiltà e lo dico a certa sinistra che negli anni ha confuso i diritti dei rifugiati con la troppa tolleranza per chi delinque. La sicurezza è anche un tema della sinistra».
Una messa per Sandrine, la profuga morta a Cona
 
 Tosi disponibile. «Se Minniti farà seguire alle parole i fatti e se dai Cie si uscirà solo per esser espulsi dal Paese, come fece Maroni, Verona è disponibile». Lo ha scritto su Twitter Flavio Tosi, sindaco di Verona e segretario di Fare!. 
 
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia