Profughi, altri 38 arrivi continua l’emergenza

La Prefettura si è messa al lavoro per l’accoglienza nelle strutture della provincia L’obiettivo del Viminale è quello di coinvolgere maggiormente le regioni del Nord
Di Francesco Furlan
Un fermo immagine contenuto in un video diffuso dalla Guardia di Finanza relativo ai soccorsi in corso nel Canale di Sicilia, 19 aprile 2015..ANSA/GUARDIA DI FINANZA - ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING
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MESTRE. Migranti, proseguono gli arrivi in Veneto e nel Veneziano, per trovare un posto ai disperati che sbarcano sulle coste della Sicilia dopo essere partiti dalla Libia, per fuggire da guerre e povertà. Rispetto alla quota di 560 migranti assegnata al territorio veneto - 80 per ogni provincia - dal ministero dell’Interno lo scorso quattro maggio, ieri sono arrivati nella regione 150 profughi al posto dei 50 che erano stati programmati martedì, in partenza da Catania. Oggi, inoltre, ne dovrebbero arrivare altri 110 provenienti rispettivamente da Napoli (50) e da Messina (60).

Quindi tra ieri e oggi sono in arrivo 260 migranti, 37 per ognuna elle province, a parte Venezia che ne riceverà 38. Come al solito la Prefettura si è messa al lavoro, in intesa con i comuni e con le associazioni, per cercare loro una sistemazione, tre la varie strutture convenzionate che si trovano in centro storico, a Mestre, a Mirano, a Jesolo, a Mira e in altri comuni della provincia, dove tuttavia i migranti sono accolti in numeri minori. La logica resta quella dell’accoglienza diffusa che evitando i grandi numeri permette di tenere alla larga anche le tensioni. Intanto gli sbarchi proseguono, così come la necessità di trovare luoghi per l’ospitalità. Ieri l'equipaggio della nave Fiorillo della Guardia Costiera ha tratto in salvo a 35 miglia a nord delle coste libiche, 90 migranti - 80 uomini e dieci donne - che erano a bordo di un gommone, con difficoltà di galleggiamento, diretto verso l'Italia. È chiaro che servono urgentemente altri posti per accogliere i migranti: le strutture scoppiano e gli sbarchi proseguono incessantemente. L'obiettivo del Viminale è coinvolgere le regioni del Nord, compreso il Veneto, che finora hanno riposto all'emergenza in misura minore rispetto a quelle del Centro-Sud. Ma se dai territori non arriveranno disponibilità, i prefetti potrebbero scegliere la strada della requisizione degli immobili, ipotesi di cui si è già discusso anche per il Veneziano.

Un punto di accordo si cercherà oggi pomeriggio, quando è stata convocata la riunione tra il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, Anci e Conferenza delle Regioni. Attualmente sono circa 85mila gli stranieri ospitati nei centri governativi e nello Sprar (Sistema di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo), di cui 13mila minori. Il 21% si trova in Sicilia. Seguono Lazio (12%), Lombardia (9%), Puglia (8%), Campania (7%), Calabria (6%), Emilia Romagna (6%), Piemonte (6%), Toscana (4%), Veneto (4%) e via via le altre con quote esigue. Il Piano d’accoglienza ipotizza anche la creazione di centri regionali di prima accoglienza, a grande capienza, dove fare un primo screening di chi sbarca per poi smistarlo nelle altre strutture, più piccole. Il ministero della Difesa, da parte sua, ha offerto 12 strutture, di cui solo 3 per ora utilizzate.

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