Poveglia, navigazione vietata. «Non militarizzate l’isola»

Dopo l’ordinanza del ministero la preoccupazione e le proteste della gente: "Il futuro della laguna è fatto di isole date ai privati e vietate ai veneziani"

LIDO. «Voragini a Poveglia? Se così fosse si potrebbe pensare a un danno erariale dato che sono stati spesi 22 milioni di euro pubblici per rifare le rive delle tre isole che formano Poveglia. Non si può militarizzare l’unica isola accessibile della laguna Sud».

L’associazione Poveglia attacca l’ordinanza arrivata pochi giorni fa dal Ministero delle Infrastrutture che vieta la navigazione intorno all'isola di Poveglia per un raggio di ventri metri e l’approdo. Stando all’ordinanza i motivi sono: le precarie condizioni di stabilità statica degli edifici, le eventuali voragini nel terreno provocate dalle sterpaglie e gli ostacoli subacquei non segnalati in prossimità dell’Ottagono.

In dieci punti l’associazione evidenzia «l’incongruenza dell’ordinanza», per esempio sull’area verde. «Per anni il Demanio ci ha dato la concessione di fruire del verde, abbiamo portato migliaia di persone e ora ci tolgono anche l’isola dove non ci sono edifici dicendo improvvisamente che ci possono essere voragini?», contesta Giancarlo Ghigi del direttivo dell’associazione. «Ci chiediamo come possa il provveditorato assistere al crollo dell'edificato dell'isola delle Grazie in pieno canale del Fasiol senza emettere provvedimenti analoghi. Forse la proprietà privata della famiglia Stefanel è graziata dalle ordinanze del Mibact?». Da tempo fatti molti cittadini chiedono che almeno l’area verde rimanga pubblica. «Ricordiamoci che a breve ci sarà il bando del Demanio», spiega Ghigi. «Non è mai successo che si vietasse la navigazione vicino a un’isola».

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Agenzia Candussi, giornalista Furlan. Consiglio Comunale e protesta dei dipendenti del Comune, Via Palazzo Mestre.

Non appena vista l’ordinanza l’associazione si è riunita. «La data del prossimo bando Fari è vicina», prosegue il portavoce. «Noi non riteniamo che a Poveglia non debba esserci nessuna struttura ricettiva e che questi bandi del Demanio abbiano come risultato che su 24 beni, 20 sono alberghi. L’ordinanza ci sembra ad personam». 
 

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