Posti letto e cibo, addio Venezia. I turisti under 30 scelgono Mestre

Terraferma sempre più centrale nelle scelte degli stranieri. Lo studio: non solo musei, i giovani cercano nuove esperienze
Turismo Venezia: gli under 35 anni preferiscono Mestre
 
MESTRE. Sta nascendo un nuovo tipo di turista nel nuovo «distretto» di Mestre, che si sta sviluppando intorno alla Stazione, con alberghi e ostelli che sorgono ormai come funghi. Un turista poco più che trentenne, che proviene dal Nord Europa, dall’Oriente e dagli Stati Uniti. Naturalmente interessato a venire a Venezia, ma anche capace, come spiegava ieri il general Manager del Plaza Hotel e del nuovo Anda Venice Hostel, «di prendere i mezzi per passare mezza giornata a fare jogging al Parco di San Giuliano».
 
Un turista “fotografato” anche dal sondaggio compiuto nell’aprile scorso da Questlab «intervistando» attraverso un questionario in inglese, cinese e italiano, 350 turisti che hanno soggiornato nelle due strutture mestrine. I risultati sono stati presentati ieri nel corso della giornata di studio che il Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari, con i docenti Jan Van der Borg e Nicola Camatti, ha organizzato al Centro Culturale Don Orione agli artigianelli, e dedicato appunto al tema dell’«Overtourism», il sovraffollamento turistico che colpisce non solo Venezia ma anche altre città d’arte del Mediterraneo. Il workshop di eri si inserisce infatti nel progetto europeo Alter Eco, che è partito nel 2016 e che coinvolge nel campo della sostenibilità turistica, oltre a Venezia anche città del Mediterraneo come Valencia, Malaga, Genova e Dubrovnik, tra le altre. 
 
Mestre da 2 mila a 9 mila posti letto
Introducendo il tema della ricerca sul turista mestrino, Nicola Ianuale di Questlab ha ricordato come con la nuova «ondata» alberghiera i posti-letto nell’area mestrina siano passati da 2 a 9 mila, con una previsione di circa tre milioni di presenze.
Circa il 30 per cento dei turisti diretti a Venezia si fermano già a dormire a Mestre, destinati a passare al 40 per cento entro il 2020.
 
L’identikit del turista di Mestre
L’87 per cento dei turisti che dormono a Mestre sono stranieri, contro il 13 per cento di italiani. Il 66 per cento si ferma a dormire da 2 a 4 notti, il 20 per cento circa è costituito da studenti e il 62 per cento, questo uno dei dati più interessanti, ha meno di 35 anni.
Turisti giovani, dunque, che secondo quanto poi aggiunto anche da Martello, non sono necessariamente interessati a venire solo a Venezia e sono anche alla ricerca di esperienze autentiche. Il 62 per cento è interessato ai ristoranti tradizionali veneziani, il 40 per cento ai musei, il 28 alle mostre, il 26 ai wine bar e il 23 ai concerti.
Il questionario ha «testato» i turisti anche sull’interesse reale o potenziale, per chi, e sono la larga maggioranza non li conosce, anche sui «centri culturali» mestrini come il Candiani, ma anche l’ormai prossimo all’apertura M9 e le risposte sarebbero confortanti sulla possibilità di «radicarli» almeno in parte anche all’offerta culturale mestrina, oltre a quella veneziana. Una opportunità da costruire con una strategia precisa, per non perdere l’occasione. Altrimenti, come ha sottolineato nel suo intervento anche il parlamentare del Pd Nicola Pellicani, la prospettiva è che Mestre si trasformi unicamente nel «dormitorio» turistico di Venezia.
 
Si andrà oltre i 9 mila posti-letto
Molto interessante l’intervento del manager alberghiero mestrino Alessandro Martello, che con il suo Anda Venice Hostel, ha inaugurato la nuova linea dell’ospitalità giovanile di terraferma.
Secondo Martello, il traguardo dei 9 mila posti-letto sarà presto abbattuto, con l’arrivo dei nuovi ostelli, da quello che sta per aprire del gruppo austriaco Wobats, al gruppo tedesco Meininger che sarebbe anch’esso interessato ad aprire un ostello a Mestre, ad altri gruppi stranieri che sono in arrivo fiutando l’affare. 
«Il turista che comincia a soggiornare a Mestre è giovane, molto attivo e motivato» ha spiegato Martello «completamente “digitalizzato”, con una notevole percentuale di donne sole, amante dell’aria aperta e di esperienza che considera comunque autentiche. Non è detto perciò che preferisca una visita ai Tintoretto della Scuola Grande di Rocco, a un’escursione a Forte Marghera.
Il problema è costruire anche qui in terraferma una rete di occasioni culturali e di svago per il tempo libero, che lo portino a scegliere di passare più tempo in terraferma che in laguna».

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