«Posti letto a prezzi bassi danno per il centro storico»

«Lo abbiamo detto fin dall’inizio e lo ripetiamo: l’espansione alberghiera di Mestre rischia di declassare, in prospettiva, la destinazione turistica di Venezia. Sugli ostelli avevamo detto che volevamo vedere, per capire se manterranno la tipologia con cui sono nati o diventeranno altro. Certo è che vedere posti letto a prezzi così bassi finirà con il nuocere al turismo veneziano».
Claudio Scarpa, direttore dell’associazione veneziana albergatori, conferma le critiche a quella che oramai viene chiamata la “alberghizzazione” di Mestre. Quel muro di nuovi alberghi, quattro in costruzione in via Ca’ Marcello e il raddoppio dell’ostello della tedesca AO proprio di fronte, e ancora le nuove aperture di strutture, come l’Anda Venice di via Ortigara, significano per Mestre entro aprile 2019 quasi quattromila posti letto in più. E la politica dei prezzi, 18 euro un posto letto negli ostelli, è un elemento che allarma l’associazione di categoria. «Riempire Mestre di alberghi è un errore. Serviva un freno come lo stop alle aperture in centro storico, giustamente attuato dalla giunta comunale in carica. Ma vietare in centro storico e “alberghizzare” Mestre si rivelerà un errore storico», dice Scarpa, «che stravolgerà la destinazione Venezia. Correre ai ripari? Non so come, la scelta è politica. E visto che si parla anche di varchi, avverto: per noi Venezia è un unicum, che comprende il centro storico e la terraferma. Qualcuno ipotizza una separazione che per noi non c’è. Quindi se si parla di limitazione dei flussi, può essere facile bloccare un turista che soggiorna, faccio un esempio, a Jesolo, ma non chi soggiorna a Mestre, che è lo stesso territorio di Venezia. Quindi, solo limitando le licenze, (e quelle in arrivo a Venezia sono le ultime, che arrivano da lontano)», conclude Scarpa, «si ottiene un risultato. Ma questa amministrazione comunale e anche tutte le precedenti hanno fatto scelte diverse».
Parlando con operatori del centro storico del settore alberghiero, si teme che una proposta a prezzi bassi, come appunto i 18 euro a posto letto degli ostelli, costringa gli albergatori veneziani a ridurre i prezzi, che sono notoriamente in centro storico di fascia medio alta. Ma è anche vero che se Venezia viaggia su alte cifre, a Mestre si spende da anni meno per un pernottamento. E molti pensano che la vera concorrenza gli ostelli la faranno ad alloggi privati e B&b nati in città ( e spesso con padroni locali) per sfruttare la “gallina dalle uova d’oro del turismo”. Un parere lo fornisce, a titolo personale, il direttore del Russott Hotel di San Giuliano, Alessandro Burgarella, delegato Ava per la terraferma. Burgarella spiega che a Mestre si trovano stanze multiple, per famiglie numerose, a 90-100 euro. Se si fa il paragone con i prezzi a posto letto degli ostelli in una camerata da sei, la cifra finale per una famiglia è analoga perché nel conto va aggiunta per esempio la colazione. «Non so per il nuovo ostello del Plaza che devo valutare, ma rispetto ad AO mi sento di dire che alla fine sono i clienti ad essere diversi: quello che cerca la privacy di una camera, non condivisa con altri, non cambierà il suo stile di vacanza a Venezia perché ci sono gli ostelli, che sono più apprezzati da chi viaggia da solo o con amici. Anche l’età media è diversa: negli ostelli si vedono i giovani. L’età media dei turisti di Venezia è molto più alta».
Mitia Chiarin
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