Posteggi numerati a Mestre, partenza soft. «Ci vuole tempo per abituarsi»

MESTRE. C’è chi domenica si è visto arrivare via mail l’invito ad aggiornare l’applicazione Avm Venezia official App e non ci ha capito molto, attendendo l’aggiornamento del sistema e la conferma del credito presente nel borsellino elettronico. C’è chi si chiede come fare per ricordare il numero di stallo, adesso che diventa obbligatorio usarlo per pagare la sosta. Alcuni si sono già ingegnati con una foto scattata con il cellulare per inquadrare il numero della striscia blu occupata. C’è chi teme di non capirci nulla, alla fine, e poco avvezzo all’uso di applicazioni, smartphone e carte di credito, cerca conforto nelle monetine e nel vecchio parcometro lungo la strada.
«Ci vorrà del tempo per abituarsi alle novità, penso soprattutto alle persone anziane e alla necessità di ricordarsi di segnare il numero dello stallo di parcheggio. Per questo l’inizio è morbido, senza linea dura», spiega l’assessore al traffico Renato Boraso.
Da ieri i mestrini sono alle prese con la novità del “parcheggio intelligente”, regolato dai sensori posizionati sull’asfalto di 2.300 stalli di sosta del centro di Mestre (nella zona rossa e in quella arancio). Il numero dello stallo dove si parcheggia va memorizzato e va inserito o nel sistema di pagamento della sosta via smartphone (con la Avm Venezia official App) o tramite parcometro dove attraverso l’apposito tastierino va indicato il numero pagando poi la sosta con le monete oppure con carta dicredito e bancomat. Altra novità da ricordare è che il tagliando di parcheggio non va più lasciato esposto sul cruscotto dell’auto ma va tenuto in tasca o nel portafoglio.
Questo perché, con il nuovo sistema, da uno qualsiasi dei 48 parcometri del centro di Mestre abilitati, utilizzando il tasto “TT” è possibile prolungare la sosta senza dover necessariamente tornare all’auto. Indubbiamente, comodo. La procedura prevede di reinserire di nuovo il numero di stallo e l’equivalente in denaro per prolungare il tempo del parcheggio. Dalla applicazione sul cellulare, invece, è anche possibile anticipare lo stop alla sosta e anche utilizzare la funzionalità del navigatore di Google maps per essere guidata fino alla zona dove si vuole sostare ottenendo la visualizzazione sulla mappa anche del numero di stalli liberi.
Come sempre, quando si parla di tecnologia applicata che dovrebbe rendere più semplice e comoda la vita ai cittadini, le critiche non mancano. Specie da parte di chi, potendo girare, sperimenta altre modalità delle città “smart”. Per esempio a Mestre c’è chi fa notare che la tecnologia scelta da Venezia per innovare la sosta sulle strisce blu nasce già vecchia. Utilizzata almeno da sette anni nella vicina città di Treviso che sui sensori ha investito ben prima del capoluogo veneto. Altre città venete, come Verona, invece, hanno scelto di affidarsi alla tecnologia delle telecamere di controllo. E a Verona, così come a Milano e in 35 altre città italiane, oggi si può usare una unica applicazione per telefonini, la “EasyPark” (attiva dal 2015) per pagare la sosta senza problemi. Avm ha puntato su una propria applicazione, dove si paga la sosta ma anche il trasporto pubblico. —
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