Porto Marghera, aree Vinyls messe in sicurezza

Sono stati utilizzati 4,4 milioni di euro resi disponibili dal Ministero dell'Ambiente su richiesta della Regione
L'area messa in sicurezza
L'area messa in sicurezza

MARGHERA. Riconsegnate alla curatela fallimentare di Vinyls, nel polo chimico di Porto Marghera, le aree messe in sicurezza con l'utilizzo di 4,4 milioni di euro resi disponibili dal Ministero dell'Ambiente su richiesta della Regione Veneto, utilizzando le risorse del programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale.

Vinyls, la consegna al curatore fallimentare dell'area dopo la demolizione

La simbolica consegna delle chiavi ha coinvolto l'assessore regionale Roberto Marcato e il curatore fallimentare, Mauro Pizzigati, e ha sancito l'atto finale del piano per fronteggiare la possibile emergenza ambientale di protezione civile che ha visto al lavoro dal 2013 ad oggi il tavolo tecnico di Protezione civile.

Investiti in sei interventi dal dicembre 2014 ad oggi i 4 milioni e 433 mila euro con due soggetti attuatori individuati dal tavolo coordinato dalla Prefettura.

Porto Marghera, abbattuta la prima torre edella Vinyls

La Veneto Acque spa, società della Regione e il Comune di Venezia. Oggi al posto degli impianti demoliti e messi in sicurezza della Vinyls chiusa dal 2009 c'è una spianata di cemento bianco con sullo sfondo la seconda torcia della Vinyls che nelle prossime settimane sarà demolita dalla impresa Rigato.

Porto Marghera, la torre della Vinyls dopo la demolizione

Le analisi finora condotte, è stato spiegato da Prefettura, Regione e Comune in una conferenza stampa al Polo chimico, "dimostrano oggi il rispetto dei limiti allo scarico imposti dal Decreto RonchI-Costa per tutte le sostanze clorurate utilizzate nel corso degli anni nei processi chimici dello stabilimento" in via di demolizione, oggi.

Ma questo non significa, precisa il curatore fallimentare, che l'emergenza è finita perché le acque meteoriche non possono ancora sversare in laguna. Sono state trattate fino a 5 mila tonnellate di sostanze in un'area di 20 mila metri quadri.

Il lungo lavoro di messa in sicurezza, si augurano tutti gli enti coinvolti, è un esempio di collaborazione per la messa in sicurezza industriale che si spera possa ora aprire le porte al vero rilancio di Porto Marghera.

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