Ponte di Calatrava, ovovia da smantellare

VENEZIA. «L’ovovia del ponte di Calatrava sarà smantellata. È un’opera senza senso e non aiuta i disabili». Il sindaco Luigi Brugnaro annuncia la sua decisione. L’ovovia non si farà.
«Ne parlerò nei prossimi giorni con la Corte dei Conti», spiega, «dirò che non vogliamo sprecare altri soldi pubblici per un’opera che non funziona e non ha senso. Adesso se la smontiamo possiamo essere accusati di danno erariale per i soldi già spesi. Se andiamo avanti, per quelli che dovremo spendere inutilmente. Adesso basta».
«L’ovovia», dice Brugnaro, «è un’opera assurda». Per andare da una parte all’altra ci mette 40 minuti. Una capsula sospesa dove la temperatura non si può controllare, o fa caldo o fa troppo freddo. Basta». Per aiutare i disabili che vengono in visita o vivono nella città dei 400 ponti, Brugnaro pensa a «rampe facilitate». Ma anche alle gondole per portatori di handicap, con la pedana semovente.
«A Mestre», dice, «abbiamo dato ordine ad Avm di allestire i punti per la carica delle carrozzine. Sembra una stupidaggine, ma chi è in carrozzina ha paura ad andare in giro, che si scarichi la batteria. Devono poter caricare lungo il percorso». A Venezia rampe e pedane per eliminare il più possibile i gradini. E si aggiungono ai vaporetti, che sono il mezzo più moderno dal punto di vista dell’accessibilità, con l’ingresso a livello del pontile.
Ma l’ovovia non si fa più. Una questione dibattuta da anni. Nell’estate del 2008, a conclusione dei lavori per la realizzazione del ponte di Calatrava, ci si era posti il problema di come rispettare la legge che prevede che le nuove opere pubbliche siano rese accessibili a tutti.
Proteste dei comitati e delle associazioni dei disabili, alla fine la giunta Cacciari aveva convinto l’architetto Santiago Calatrava, progettista del quarto ponte sul Canal Grande, a trovare una soluzione.
Era stata progettata l’ovovia a lato dello scheletro in acciaio del nuovo ponte. Ma il sistema non ha mai funzionato, oggetto anche di inchieste da parte della Corte dei Conti. Alla fine, per un portatore di handicap, molto meglio prendere il vaporetto che prendere l’ovovia.
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