Ponte di Calatrava, arrivano 14 gradini nuovi. Fino a settemila euro l’uno / FOTO

di Enrico Tantucci
VENEZIA. Ponte di Calatrava, continua lo stillicidio - e il salasso per le casse comunali legato alla manutenzione dell’opera - per la progressiva rottura dei gradini di vetro progettati dal grande architetto catalano per la pavimentazione dell’opera. Gradini unici e delicatissimi, l’uno diverso dall’altro, che devono ogni volta essere rifatti appositamente in fabbrica - senza “scorte” per abbassare i costi - e montati artigianalmente.
Quelli attualmente rotti sono ben 14 - comprese due grandi lastre della "piazza" sopraelevata centrale - da mesi sostituiti con fogli di acciaio antiscivolo. Ne sono in arrivo tredici - ordinati da Insula, che ha l’incombenza della manutenzione e che ha dovuto aspettare di disporre delle risorse necessarie per sostituirli tutti insieme - perché il quattordicesimo si è rotto solo pochi giorni fa, e dovrà aspettare. Il prezzo per la sostituzione di ogni gradino varia da 4 a 7 mila euro, in base al tipo di rottura e alla complessità della sostituzione, anche perché, per procedere l’intervento, è necessario realizzare una sorta di ponteggio esterno protettivo per evitare che, durante la lavorazione, pezzi possano cadere dall’alto in Canal Grande.
La spesa complessiva per questo intervento potrebbe dunque essere compresa tra gli 80 e i 90 mila euro. La Saint Gobain che si era aggiudicata la commessa ha chiuso la sua sede italiana a Pisa e i gradini rischiano di arrivare dall'estero, anche se una vetreria in grado di farli in Italia è stata individuata da Insula. Il problema della delicatezza e della rottura dei gradini si è posto sin dall’inizio della realizzazione dell’opera e sembra irrisolvibile, perché, progressivamente, non reggono il peso delle migliaia di trolley e valigie trascinate lungo i gradini da chi arriva da Piazzale Roma. Insula ha anche presentato al Comune un progetto di manutenzione alternativo per i gradini che prevede di sostituire il vetro con lastre di plexiglass simili a quelle in vetro, ma più resistenti, ma la Soprintendenza non lo autorizza perchè verrebbe meno l’integrità dell’opera, così come concepita da Calatrava.
La stessa Corte dei Conti del Veneto, nella sua indagine contabile sui costi dell’opera - per la quale ha anche citato in giudizio lo stesso Calatrava e i tre direttori dei lavori che si sono succeduti durante l’esecuzione dell’opera per danni erariali - aveva puntato il dito, nella sua relazione sull’ «evidente disparità tra quanto previsto dal Piano di manutenzione del progettista (interventi di sostituzione dei gradini ogni 20 anni) e quanto finora accaduto»: «da settembre 2008 a maggio 2012 sono state sostituite otto lastre per un totale di 36.154 euro e risulta programmata una spesa di 40 mila euro per la sostituzione di ulteriori nove lastre di vetro». Ma il costo dei gradini d’autore è destinato a salire ancora.
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