Ponte della Libertà: via libera alla corsia riservata per il tram

Transiteranno anche bus, taxi, mezzi delle forze dell’ordine e d’emergenza. Sperimentazione da novembre per tre mesi. I dubbi di Veneto Strade: "Rischiamo ingorghi, ma si può provare"
Giro di prova del tram Parco di San Giuliano e Ponte della Libertà.
Giro di prova del tram Parco di San Giuliano e Ponte della Libertà.

VENEZIA. La sperimentazione della corsia riservata al tram sul ponte della Libertà si farà. A partire da novembre e per la durata di novanta giorni. Una delle due corsie per senso di marcia verrà riservata a tram e mezzi pubblici. Questo l’esito dell’incontro di ieri tra l’assessore comunale alla Mobilità Renato Boraso e l’amministratore delegato di Veneto Strade, Silvano Vernizzi. Un incontro tecnico politico a cui hanno partecipato i tecnici dell’assessorato alla Mobilità, di Avm e della società regionale che ha la competenza sulla viabilità da San Giuliano a Venezia, compreso il ponte.

«Abbiamo ottenuto il via libera per una sperimentazione di tre mesi. Vedremo se basterà questo a garantire al tram di correre senza problemi sul ponte della Libertà», ha commentato a fine incontro l’assessore comunale Boraso. «Non chiedetemi perché questa richiesta non è stata avanzata dalle precedenti amministrazioni. Questo per me resta un mistero. Ma io devo guardare avanti, trovare soluzioni e risolvere i problemi», spiega Boraso. «E comunque la questione resta delicata perché sul ponte transitano qualcosa come 1.700 veicoli l’ora e quindi la sperimentazione potrebbe funzionare oppure rivelarsi inutile, e nella seconda ipotesi, dopo sarà difficile valutare altre ipotesi che francamente non ci sono», mette le mani avanti l’assessore. L’intesa trovata tra Comune e Veneto strade prevede, in sostanza, che entro 10 giorni gli uffici della Mobilità e di Avm presentino a Veneto Strade il progetto per la realizzazione della corsia riservata su entrambe le carreggiate di marcia del ponte: una proposta che prevede che la corsia di marcia di destra, dove è presente la rotaia tramviaria, venga riservata al transito del tram, dei bus Actv, dei taxi e dei mezzi di pronta emergenza (auto di forze dell’ordine e ambulanze). L’altra corsia sarà invece riservata al traffico veicolare sul ponte, auto, bus granturismo, mezzi pesanti. «Sono stati previsti dei varchi, sia a destra che al centro strada», precisa Boraso.

Tram bloccato: il video

«Varchi mobili che verranno aperti da squadre di Avm appositamente formate per intervenire in caso di incidente e consentire cambi di carreggiata in situazioni di emergenza. Squadre che oggi non ci sono e che vanno appositamente formate, con l’aiuto di Veneto Strade». Fondamentale sarà l’azione della Polizia municipale che finora sulla sperimentazione di una corsia riservata al tram per ovviare ai tanti, troppi intoppi, causati da mezzi in avaria sul ponte ha sempre tenuto un atteggiamento scettico, visto l’alto traffico di veicoli nel collegamento da e per Venezia dalla terraferma. Se tutto andrà per il meglio, continua a spiegare Boraso, la sperimentazione potrebbe scattare dai primi giorni di novembre e concludersi tre mesi dopo con una valutazione dei benefici o meno del provvedimento, evocato da tanti dopo il 16 settembre, quando il tram ha avviato le corse regolari per Venezia. Dopo i primi blocchi causati da veicoli in avaria, fermi sulle rotaie, si è scoperto anche che nel corso del 2014 sono stati ben 162 i casi di veicoli in panne sul ponte che hanno creato problemi alla circolazione. In pratica ogni 2 giorni e mezzo si verificano questi casi e il tram rischia di bloccarsi frequentemente e questo preoccupa tutti, pendolari e politici. Ma non è detto che la sperimentazione, che ridurrà ad una sola per senso di marcia la corsia per le auto da e per Venezia, si riveli la scelta giusta per garantire sul ponte la massima sicurezza e la possibilità del tram di correre a 70 chilometri orari senza intoppi. Pareri contrari già ci sono.

«Abbiamo previsto che la corsia venga evidenziata con una segnaletica orizzontale, una linea bianca continua, e cartelli che spiegano che la corsia di destra sarà riservata al tram, agli autobus di linea, ai taxi e ai mezzi del soccorso. Verificheremo dopo 90 giorni l’efficacia del provvedimento». Silvano Vernizzi, amministratore di Veneto Strade, conferma che è arrivato l’ok alla sperimentazione della corsia sul ponte della Libertà. Ma l’ingegnere non nasconde la preoccupazione. «Il timore è che una sola corsia sul ponte per le auto e i bus turistici si riveli poca cosa visto l’alto traffico che interessa questa direttrice. Vigileremo e valuteremo». I limiti di velocità sul ponte, conferma Vernizzi, non saranno modificati. «Non se ne è parlato e quindi i limiti di velocità rimangono quelli oggi in vigore», precisa Vernizzi. L’accordo prevede che se Veneto Strade riceverà il progetto di Comune e Avm entro dieci giorni, l’impegno è di valutarlo e apportare eventuali migliorie per far entrare in vigore la corsia riservata dal primo di novembre. A Vernizzi abbiamo chiesto se le precedenti amministrazioni avevano proposto un intervento simile sul ponte della Libertà per garantire le corse del tram. «Quando abbiamo discusso di tram con il Comune avevamo realizzato uno studio. L’ingegner Novarin e l’Università di Padova proposero di allargare il ponte a sei corsie, tre per senso di marcia. Un progetto da 25 milioni che non aveva finanziamenti e che non è stato preso in considerazione», spiega. Ma la sperimentazione fa discutere: il tram sul ponte viaggia lento, a meno di settanta chilometri orari, segnala Davide Scano del Movimento 5 Stelle: «Quindi, nell'ipotesi di corsia riservata, gli altri veicoli pubblici (taxi e autobus) non avranno alcun interesse ad aggiungersi al "biscione" rosso per non dover rallentare anch’essi la velocità di marcia (con tutti gli effetti economici che ne deriverebbero)».

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