Poesia operaia e musiche di Verdi al capannone del Petrolchimico

Suggestivo evento con tre poeti operai e il coro del teatro la Fenice per il Centenario di Porto Marghera

MARGHERA. Mercoledì 2 maggio alle 18, nel Capannone del Petrolchimico di Porto Marghera, spazio dove si è fatta la storia del sindacalismo veneziano, nell’ambito delle celebrazioni del Centenario di Porto Marghera si è tenuto il Concerto del Coro del Teatro La Fenice e il recital di poesie dedicate a Porto Marghera.

Il programma musicale alterna all’esecuzione di alcuni intensi brani corali del repertorio verdiano, dal Nabucco alla Traviata,  la lettura di versi dei poeti di fabbrica Attilio Zanichelli, Fabio Franzin e Ferruccio Brugnaro. Parole forti, capaci di rappresentare la dignità del lavoratore e l'esperienza, spesso oppressiva, della vita di fabbrica, delle lotte per il salario ma anche quelle per l'ambiente e un mondo migliore. 

Il Coro del Teatro La Fenice, istruito da Claudio Marino Moretti e accompagnato al pianoforte a quattro mani da Ulisse Trabacchin e Alberto Boischio ha visto le parti solistiche affidate al soprano Andrea Lia Rigotti, al tenore Dionigi D’Ostuni e al basso Antonio Casagrande.

A recitare le poesie Città addormentata di Attilio Zanichelli, Marta di Fabio Franzin, L’altro giorno l’ho sorpreso e Non racconteremo mai abbastanza di Ferruccio Brugnaro, che si inframmezzeranno al programma musicale, l’attore Karl-Heinz Macek.
 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia