Piano per la chimica verde Versalis rinvia la presentazione

L’incontro previsto entro l’autunno con i sindacati locali e nazionali è stato spostato all’anno prossimo Descalzi (Eni) prospetta la possibile quotazione in Borsa e l’entrata in scena di un nuovo socio
Di Gianni Favarato

MARGHERA. Il piano industriale di Versalis spa da 200 milioni di euro - con tutti i dettagli tecnici e i tempi di realizzazione dei nuovo impianti di chimica verde (in particolare oli lubrificanti vegetali) - è stato confermato nuovamente dal numero 1 di Eni, Claudio Descalzi, ma sarà presentato ai sindacati dei lavoratori solo a febbraio o marzo del prossimo anno e non, come precedentemente annunciato, entro l’autunno. Descalzi non ha escluso che potrebbe esserci anche la quotazione in borsa della controllata Versalis che, se così fosse, potrebbe «uscire dal perimetro delle società controllate da Eni» con l’entrata in scena di un nuovo e non meglio precisato socio.

Il rinvio è stato accolto con qualche disappunto dai sindacati dei chimici di Cgil, Cisl, Uil veneziane e dalla Rsu di Versalis spa, la società chimica del gruppo Eni che due settimane fa ha mandato il suo amministratore delegato, Daniele Ferrari, in audizione al Parlamento per confermare il cambio di strategia sulla chimica che fino a pochi mesi fa era in procinto di essere ceduta ad un fondo immobiliare statunitense (Sk Capital) e ora, invece, è tornata al centro dei piani industriali di Eni che, però, potrebbe cedere quote azionarie attraverso la quotazione in Borsa a Milano. A preoccupare è proprio questa possibile riproposizione di un ridimensionamento della partecipazione di Eni in Versalis, non più con una trattativa diretta come aveva fatto con Sk Capital ma attraverso la quotazione in Borsa con eventuali Offerta pubblica di acquisto. Eni è la più grande società italiana per fatturato e a Venezia conta quasi mille dipendenti, suddivisi tra le società controllate presenti nel nostro territorio che puntano a sviluppare la chimica verde per bilanciare la drastica riduzione del prezzo del petrolio e i conseguenti guadagni.

«Per i prezzi delle nostre attività il 2016 è stato un anno terribile», ha detto infatti Descalzi in un’intervista ad Affari e finanza di Repubblica in cui non ha parlato di una possibile quotazione di Versalis in Borsa, «con tutti gli scenari ciclici e anticiclici che si sono allineati in modo negativo per noi: petrolio, gas, raffinazione. Ma io sono molto soddisfatto, perché grazie a un lavoro eccezionale della squadra abbiamo confermato gli obiettivi, come emerge dai conti trimestrali».

«Non so dire», ha aggiunto l’amministratore delegato, «se Versalis resterà per sempre nel perimetro del Gruppo Eni. Voglio continuare il rilancio della chimica, per alimentare gli investimenti in ricerca e sviluppo volti a trasformare i lavorati in prodotti commerciali. Per questo non escludo una possibile quotazione in Borsa».

I sindacati veneziani vogliono capire meglio le operazioni annunciate da Descalzi - il cui mandato di amministratore delegato, peraltro, scade l’anno prossimo e non è chiaro se verrà rinnovato dal Governo - e per questo si stanno consultando con le segreterie nazionali per decidere il da farsi.

A tranquillizzare per il momento i lavoratori veneziani è la rimessa in marcia a pieno regime dell’impianto di cracking di Versalis che sembrava destinato - fino a due anni fa - alla chiusura definitiva e ora, invece, sta tornando a macinare utili, tanto che per il prossimo anno è prevista una fermata per un programma di manutenzioni straordinarie da 80 milioni di euro che prevede anche la realizzazione di una nuova centrale per la produzione in proprio del vapore impiegato nei processi produttivi e nelle fiaccole di scarico in caso di “fuori servizio e anomalie” .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia