Pertini, porte murate contro le occupazioni

Nell’affollato rione di Mestre i cittadini sono in rivolta: «Insula e Ater sistemino e assegnino le case a famiglie bisognose»
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto la piazzetta "della vergogna"
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto la piazzetta "della vergogna"

MESTRE. Il migliore biglietto da visita del quartiere Pertini, grande come un paese con i suoi 5 mila residenti a fianco del polo scolastico e dei cantieri della costosissima Vallenari bis, è sicuramente il parco che costeggia la ciclabile. Una oasi di verde e alberi lungo via Pertini oltre la quale si entra in un quartiere dove 600 alloggi comunali sono gestiti da Insula e un centinaio sono dell’Ater. Il resto sono le case delle cooperative.

La piazzetta che Comune e Municipalità vogliono dedicare a don Franco De Pieri, compianto e amato sacerdote che qui per anni è stato parroco, è il cuore del degrado urbano e simbolo di un quartiere che va in rovina. Non a caso gli abitanti del comitato di cittadinanza attiva del quartiere l’hanno ribattezzata la «piazzetta della vergogna»: la pavimentazione è “mangiata” dall’incuria; dissestata in troppi punti; le fontane sono diventate il bidet a cielo aperto di sbandati. Il resto lo fanno vandalismi e incuria degli stessi abitanti.

Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto la piazzetta "della vergogna"
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto la piazzetta "della vergogna"

«Il 15 per cento delle case pubbliche del quartiere sono sfitte e tante vengono occupate», ci racconta Giorgio Rocelli, agguerrito portavoce del comitato cittadino che a fine marzo ha lanciato l’allarme in una assemblea affollatissima e ci mostra cosa è accaduto dopo. Nei giorni scorsi, Insula ha fatto murare una decina di appartamenti sfitti. Altri sono occupati da famiglie in difficoltà ma non sono loro a fare paura. Nel quartiere si sussurra di un mercimonio di alloggi sfitti, governato da “una ape regina” (questo il soprannome, sussurrato) che tiene il conto delle case vuote e le assegna dietro pagamento: un mercato “nero” e illegale di case che finiscono anche a chi le usa come base per attività illegali.

Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto condomini gestiti da Insula
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto condomini gestiti da Insula

I cittadini sperano che dopo le denunce, le forze dell’ordine indaghino. I furti sono un altro problema: il bar gestito da un simpatico cinese è stato razziato più volte e sulle serrande ci sono i segni dei cacciaviti usati per lo scasso. Stessa sorte è toccata alla farmacia. Il bancomat è disattivato dopo due colpi con l’acetilene. E chi lascia l’alloggio per andare in ospedale, quando torna, talvolta lo trova occupato. Ultimo caso, quello di una donna disabile.

Ora il quartiere Pertini vuole alzare la testa e dire basta.

Sabato prossimo si tiene la prima assemblea pubblica nella piazzetta «della vergogna» con l’obiettivo di trasformarla in una “agorà” di confronto e proposta. Dalle 10 alle 12 i cittadini sono invitati in piazza a parlare di cosa si può fare contro abusivismo, criminalità, degrado e vandalismi. I cartelli sono appesi ovunque e tutti sono invitati.

«Questo quartiere è nato a fine anni Ottanta e necessita oggi di una profonda manutenzione. A partire dagli alloggi che non possono rimanere sfitti perché sono un patrimonio abitativo pubblico che deperisce e finisce nelle mani del malaffare. Insula deve intervenire non solo murando le case», ci spiega Giorgio Rocelli. Come? «Insula e il Comune possono dare in affitto scontato gli alloggi a famiglie che si impegnano a risanare a loro spese le case. Oppure vendano le case agli inquilini regolari e con i proventi risanino gli alloggi chiusi da affittare a giovani coppie e si sistemino piazza e spazi comuni», spiega il coordinatore del comitato che chiede anche spazi per i giovani del quartiere: una sala dove ritrovarsi, magari un campetto per il calcio a cinque. E il sogno è anche quello di vedere riaprire i tanti, troppi, negozi ora chiusi. A breve arriverà una gastronomia da asporto. «Chissà quanto durerà», dice la gente.

Dentro le case comunali si respira altro malessere perché le manutenzioni sono un sogno: Michela Statua mostra il muro del corridoio rovinato da infiltrazioni dei tubi mai risolte dagli idraulici di Insula. Michela, per le feste di Pasqua, ha coperto tutto con una carta da parati.

Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto condomini gestiti da Insula
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, quartiere Pertini/ Soppralluogo al quartiere Pertini accompagnate dal sig. Giorgio Rocelli, presidente del Comitato Quartiere Pertini - nella foto condomini gestiti da Insula

Ironia della sorte, il condominio si chiama Arcobaleno ma il color marrone dei palazzi comunali è tutt’altro che allegro. Mette tristezza e quando cala la sera, con i pochi lampioni in funzione, tutti si chiudono in casa.

«La parola più ripetuta qui è paura. La gente teme anche solo di parlare. Nessun sindaco da anni fa qualcosa, va detto. E Brugnaro non è da meno finora: ha puntato tutto sulla legalità e ora ci aspettiamo che il Comune ci aiuti a ridare dignità a questo quartiere», conclude Rocelli.

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