Partite a carte e balli per protestare per il centro chiuso

MARCON. C’è Mirja, che al centro multifunzionale per anziani di Marcon si incontrava con altre donne per coltivare la passione della scrittura; c’è Mario che anziché stare attaccato alla tivù impegnava qualche serata ballando con la moglie Giovanna e tanti altri amici, ricordando quando, da giovane, andava in balera. Gianni, invece, con la passione per la briscola, al centro di via della Cultura passava le domeniche pomeriggio, godendosi il freschetto in estate e il caldo accogliente in inverno, chiacchierano del più e del meno con il suo “giro”. Gianna, faceva filò mentre con altre donne, cuciva e creava gadget natalizi per tutta la famiglia.

Per Rino il Centro era un porto sicuro dove “bever un’ombretta” in compagnia. Martedì mattina anziani e pensionati che per anni si sono ritrovati al polo multifunzionale di Marcon, hanno deciso di “mettere in scena”, per un giorno, quello che hanno fatto per anni.
“Il centro è stato chiuso per eseguire dei lavori di miglioria a fine giugno 2017 è non è stato mai più riaperto” spiegano gli anziani con la loro insolita protesta. “La giunta Romanello vuole spostare all’interno dell’edificio gli uffici della scuola media. Aveva tolto i 70.000 euro impegnati dalla precedente amministrazione, per poi rimetterli a fronte della sollevazione delle opposizioni. Ma di lavori, ad oggi, nemmeno l’ombra. E il polo di aggregazione chiuso è solo uno spazio vuoto pieno di polvere”. E così loro si sono ritrovati nel piazzale davanti all'edificio di via della Cultura, tutti assieme. Tra partite a carte e balli, hanno ricreato lo spirito del loro centro. Per sollecitarne la riapertura.
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