Palazzi tutti evacuati, prima staccato il gas poi il blitz e la cattura

MESTRE. Alle 20.50 i carabinieri le hanno suonato il campanello di casa, al civico 22 di via Ca’ Venier, area pedonale di Mestre: «Dovete uscire di casa, dovete uscire subito». La ragazza, una studentessa, ha provato a fare domanda, a chiedere spiegazioni, ma i carabinieri non le hanno detto nulla, e l’hanno accompagnata fuori, chiedendole di fare in fretta. Solo qualche minuto dopo, parlando con i vicini di casa, ricostruendo tasselli di discorsi e testimonianze, ha scoperto che, nell’appartamento - probabilmente proprio quello sotto il suo - si era consumato il delitto. «Nel pomeriggio ho sentito dei rumori, erano rumori di trapano e mi sembrava che venissero dal piano superiore», raccontava ieri sera la ragazza, dopo che alcuni vicini le avevano offerto un caffè per riscaldarsi un po’, «ma non saprei dire se fossero rumori riconducibili a quello che è successo». Ci vorrà la giornata di oggi per capirlo, ricostruire nei dettagli come sono andate le cose, dove e a che ora l’uomo ha ucciso e fatto a pezzi la vittima, una vicina di casa con la quale, secondo alcune testimonianze, aveva rapporti di normale vicinato.
L’impegno della polizia, ieri sera, è stato riservato alla cattura dell’uomo. Ieri le forze dell’ordine - i carabinieri e la polizia con le teste di cuoio - prima di entrare in azione hanno fatto uscire tutti dal palazzo. Ma li hanno fatti uscire uno alla volta - per evitare scene di panico nella rampa della scala - e senza dare troppe spiegazioni. Sono entrati negli appartamenti e hanno chiuso i rubinetti del gas per il timore che l’omicida decidesse di saturare gli ambiente e farsi esplodere.
«Sono entrati in casa e mi hanno detto che dovevo chiudere il gas», racconta un’altra ragazza. Il killer lo conoscevano tutti, anche se molti solo di vista, per via di quel caratteristico naso che lo rendeva facilmente riconoscibile.
In via Ca’ Vernier, subito informati dalla polizia, si sono precipitati anche i tecnici dell’Italgas che hanno provveduto a staccare il collegamento del gas, per precauzione, tra i civici 16 e 22. L’omicidio è avvenuto in un condominio al termine di via Ca’ Venier, una strada di un centinaio di metri laterale di via Ca’ Savorgnan, a lato del noto ristorante Fritoin. Molte le persone che si trovavano a cena nel ristorante e sono uscite al passaggio delle auto della polizia e dei carabinieri. La strada è stata isolata all’ingresso di via Ca’ Savorgnan, con il nastro bianco e rosso dei pompieri per permettere alle forze speciale di entrare in azione. L’intervento è stato preparato per cercare di obbligare l’uomo ad arrendersi e a uscire dall’appartamento.
Alcuni residenti nei condomini vicini si sono offerti per offrire una stanza e un letto alle persone che sono state obbligate a uscire dal palazzo, perché ieri sera non era ancora possibile stabilire quando le persone sarebbero potute rientrare in casa.
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