Otto studenti “spaziali” pronti al lancio dell’antenna Drex

VENEZIA. Ottobre, andiamo, è tempo di volare. Almeno per Drex, l’antenna per le comunicazioni sub spaziali “partorita” da 8 studenti veneti di ingegneria. Il prototipo era stato realizzato anche grazie al supporto tecnologico di sei aziende trevigiane: Carretta, Statim, Baggio De Sordi, Gruppo Carollo, Tecnogomma, Tesser Antenne. Confartigianato Treviso le ha coordinate e ospiterà la presentazione, sabato 30 settembre alle 19 sul bastione di San Marco nell’ambito di “Artigiani in Mostra”.
Il progetto ha una lunga incubazione, e ora si sta concretizzando. Parliamo di Giorgio, Filippo, Cristian, Stefano, Vittorio, Denis, Alessandra e Loris, otto giovani “cervelli” veneti che si erano messi insieme per realizzare un sogno: l’antenna per le comunicazioni sub spaziali. Un progetto presto sposato dall’Agenzia Spaziale Europea (European Space Agency). L’Esa fa sul serio, tanto da mettere loro a disposizione a fine ottobre la base di lancio Esrange (Svezia) nel Polo Artico. La “bimba” degli 8 moschettieri verrà sparata e posizionata nella stratosfera terrestre a 45 chilometri di altezza.

Gli 8 sono Cristian Ambrosini di Padova, Stefano di Marco di Treviso, Giorgio Tesser di Mogliano, Filippo Marconi di Soave, Loris Bogo di Belluno, Alessandra Bellina di Conegliano, Vittorio Netti di Venezia, e Denis Soso di Verona.

A realizzare la ”ombrellona” da appendere in cielo hanno collaborato aziende trevigiane altamente innovative: la Carretta di Quinto, la Statim di Preganziol, il Gruppo Carollo di Zero Branco, la Baggio De Sordi di Giavera, Antenne di Treviso o la Tecnogomma di Zero Branco. 25 in tutto le aziende italiane ed estere che fin dall’inizio hanno creduto nel progetto affiancando il team offrendo il supporto tecnologico e contribuendo finanziariamente. Il 18 ottobre dalla base di lancio dell’Esa in Svezia, il Drex salirà in alto e andrà a posizionarsi nello spazio.
L’idea di Drex nasce nel dicembre 2015; i genitori sono il ventiquattrenne Cristian Ambrosini, project manager del progetto e Stefano Di Marco, 23 anni. Entrambi studenti di Ingegneria Aerospaziale s’incontrano all’ 1st Symposium on Space Educational Activities, organizzato dal Cisas di Padova.
«Abbiamo incontrato altri due colleghi che studiano ingegneria aerospaziale all'Università di Padova per sviluppare il concetto di base dell'esperimento e candidarlo al bando Rexus/Bexus dell'Esa», spiega Di Marco. Al team si sono aggiunti Alessandra Bellina di Conegliano, unica donna del gruppo, che studia ingegneria elettronica in Danimarca, il veneziano Giorgio Tesser, il bellunese Loris Bogo e il veronese Filippo Marconi.
Hanno vissuto mesi intensi, ad analizzare l'idea, le tecnologie da impiegare e il design di Drex. Il primo step è stato presentare il progetto agli ingegneri di Esa, chiamati a selezionare le migliori candidature arrivate da studenti di tutta Europa. Ambrosini e colleghi sono riusciti a sbaragliare l'agguerrita concorrenza. Una vittoria incoraggiante prima di affrontare un secondo step di valutazione: il selection workshop di fine novembre. Gli 8 visionari veneti sono volati a Noordwjik in Olanda per presentare Drex a un gruppo di esperti internazionali. Venti minuti di esame, tanta adrenalina e voglia di farcela. «Un'esperienza indimenticabile, eravamo molto tesi, ma anche consapevoli di esserci preparati a lungo per quell'incontro» racconta Di Marco «ce la siamo cavata bene, abbiamo risposto a tutte le domande, sugli aspetti tecnici, meccanici e sulla ricerca fondi. Avevamo la sensazione di aver preso la strada giusta, ma serviva il responso». Il 16 dicembre la buona notizia era finalmente arrivata: l'esperimento Drex diventerà realtà. Non poteva esserci miglior Natale per i giovani ingegneri, passati alla progettazione in dettaglio del dispositivo. E adesso ancora gioia: il 18 ottobre Drex vola in alto a ... riflettere informazioni sulla Terra .
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia