Ordinanza anti-Ebola il prefetto boccia Forcolin

MUSILE. Ordinanza anti-Ebola, la prefettura corregge e richiama all'ordine il sindaco Gianluca Forcolin dopo il discusso provvedimento che impone a chi chiede ospitalità e residenza a Musile di presentare il certificato medico.
Ma i sindaco non si smuove e anzi rincara: «L'ordinanza mi risulta sia legittima, mentre la prefettura minaccia tutti i giorni di inviare i profughi requisendo se il caso scuole e strutture a disposizione. Se lo farà alzeremo le barricate». Il provvedimento, del 27 ottobre 2014, è stato spedito alla Prefettura il 3 novembre e ricevuto il giorno successivo. E il Prefetto ha richiamato l’attenzione del sindaco sul fatto che, trattandosi di un’ordinanza dichiaratamente emanata ai sensi dell’art. 54, e cioè in materia di ordine e sicurezza pubblica e dunque di competenza dello Stato, essa avrebbe dovuto essere preventivamente trasmessa al Prefetto, a pena di illegittimità. Ricevuta assicurazione che l' ordinanza del 27 ottobre non era stata adottata ai sensi dell’articolo 54 TUEL, ma soltanto nell’esercizio di poteri sindacali di natura sanitaria, il prefetto ha invitato il sindaco a eliminare dal testo del provvedimento qualsiasi riferimento alla disposizione normativa. «Non risultano sussistere situazioni di emergenza sotto il profilo sanitario tali», precisa il prefetto, «da attivare l’esercizio del potere di ordinanza sindacale nella materia, ai sensi dell’articolo 50. Inoltre, si è svolto un incontro al quale hanno partecipato i responsabili delle Aziende Socio-Sanitarie Locali, finalizzato all’esame congiunto delle possibili misure organizzative per assicurare i servizi di prevenzione e la tutela dell’igiene pubblica al verificarsi di eventuali situazioni di criticità connesse all’afflusso di migranti, sul presupposto comunque che i presidi sanitari regionali hanno finora funzionato in maniera efficace».
I dubbi sollevati da Ivan Saccilotto di Forza Italia e anche dal Pd di Musile hanno trovato fondamento nella comunicazione della prefettura, ma Forcolin sembra non retrocedere di fronte all'ammonimento e le correzioni apportate. Oggi sarà con la Lega a San Donà per un incontro proprio su questo tema delicato delle malattie infettive e le ordinanze in materia. Forcolin resta fermo sulle sue posizioni e risponde al prefetto: «Ho precisato che l'ordinanza era ai sensi dell'articolo 50 e quindi legittima in quanto il sindaco è autorità sanitaria. Io non posso non preoccuparmi per il mio territorio se la prefettura mi contatta per l'emergenza profughi, mi chiede delle strutture per accoglierli, al punto di essere pronta a requisire in caso di necessità anche le scuole. Dico fin d'ora che se dovesse accadere io alzerò le barricate con i cittadini di Musile».
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