Operaio si toglie la vita era in cassa integrazione

Le difficoltà economiche avrebbero provocato il tragico gesto, anche la moglie aveva perso il lavoro. I compagni sconvolti: «Non pensavamo arrivasse a tanto»
24 Apr 2012 --- Welder --- Image by © Bernd Vogel/Corbis
24 Apr 2012 --- Welder --- Image by © Bernd Vogel/Corbis
MESTRE. Un operaio in cassa integrazione con una situazione economica famigliare difficile, si è tolto la vita ieri mattina in un centro della Riviera del Brenta nel garage di casa sua. L’uomo un cinquantenne residente da una quindicina di anni in paese, da tempo stava vivendo una situazione difficile soprattutto dal punto di vista occupazionale. Ieri mattina ha deciso di compiere il gesto estremo. Dopo essersi alzato è andato nel garage di casa e si è tolto la vita. A trovarlo esanime sono stati i famigliari che in preda alla disperazione hanno tentato di rianimarlo. Subito sul posto è stato fatta intervenire un’ambulanza, ma i sanitari non hanno potuto che constatarne il decesso.


Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della Compagnia di Chioggia. I militari non hanno trovato nessun biglietto o motivazione dell’uomo che giustificasse il gesto estremo. Della notizia della sua morte, sono venuti subito a conoscenza nel pomeriggio di ieri anche i compagni di lavoro dell’azienda, che sono rimasti choccati dell’accaduto, ma hanno anche fatto capire che da tempo l’uomo lamentava anche con loro una situazione economica difficile.


«Ci raccontava che da mesi faceva fatica a trovare i soldi per la colazione o per comprarsi un pacchetto di sigarette e mantenere la famiglia», spiega un rappresentante delle Rsu, «lavorava da una quindicina di anni in quell’azienda e le difficoltà che stanno attraversando tutti con la cassa integrazione, era una situazione che lui non riusciva ad accettare, non riusciva a capacitarsi delle comportamento dell’azienda che riteneva molto scorretto nei confronti di chi come lui, per la ditta si era speso con enormi sacrifici per tanti anni». A complicare la situazione economica familiare anche il fatto che pure la moglie da mesi non lavorava più ed era in mobilità. «Non avremo mai creduto che arrivasse a tanto», spiegano sconsolati altri colleghi di lavoro, «questa storia deve far riflettere tutti».


Anche in paese la notizia si è sparsa in poco tempo. Qualcuno spiega che forse il cinquantenne era preoccupato per qualche problema di salute. Si tratta però solo di ipotesi. L’autorità giudiziaria ha già dato il via libera per i funerali, che si terranno nei prossimi giorni.


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