Omicidio di Isabella: da casa di Freddy al lago di Padova in 9 minuti

La corsa per liberarsi del corpo della Noventa: per le telecamere l’auto di Debora è andata e tornata in 23 minuti
Da sinistra Isabella Noventa, Debora Sorgato, Freddy Sorgato e Manuela Cacco
Da sinistra Isabella Noventa, Debora Sorgato, Freddy Sorgato e Manuela Cacco

PADOVA. Tre percorsi. Tre strade diverse per liberarsi per sempre di Isabella Noventa. Se il corpo della segretaria di Albignasego fosse realmente stato gettato nel lago di Padova, come scrive un anonimo nella lettera recapitata all’avvocato della famiglia Noventa, Gian Mario Balduin, Freddy Sorgato e la sorella Debora dalla villa del delitto di via Sabbioni 11, a Noventa Padovana, avrebbero potuto percorrere tre tragitti diversi. Il primo: attraverso Ponte di Brenta. Il secondo: passando per la zona industriale. Il terzo: servendosi delle tangenziali cittadine.

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Il dato certo, da cui bisogna partire, sono i 23 minuti che intercorrono tra il passaggio della Golf di Debora Sorgato sul ponte del Piovego in direzione del centro di Noventa Padovana, alle 00.22, e il passaggio della stessa Golf in direzione di via Sabbioni, alle 00.55. Nelle registrazioni delle telecamere posizionate sul ponte si nota chiaramente l’automobile della Sorgato transitare con a bordo una persona, con tutta probabilità Freddy. I due in quel lasso di tempo secondo gli inquirenti potrebbero aver occultato il corpo di Isabella, mentre Manuela Cacco attendeva che tornassero girando con la sua Polo tra Camin e Noventa, come dimostrano i varchi elettronici sotto ai quali è passata.

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Ma dove siano andati Freddy e Debora dopo essere passati sul ponte del Piovego in direzione del centro di Noventa è ancora un mistero. Gli uomini della Squadra Mobile, dopo aver setacciato a lungo il Brenta, il casolare di via Polati, e i terreni di proprietà della famiglia Sorgato, ora vogliono ispezionare il lago di Padova, il bacino che si è creato nel cantiere di Padova Est, sotto il cavalcavia Darwin. Un lago profondo circa 12 metri, a cui si può agevolmente accedere da via San Marco. Una piazzola di terra permette di parcheggiare l’auto e da lì la sponda del lago non è lontana. Pochi passi e si arriva alla riva, dalla quale si può gettare un corpo senza troppa difficoltà. Gli inquirenti ci andranno già nei prossimi giorni, insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco. Se dunque è possibile che i due Sorgato si siano sbarazzati del corpo di Isabella nel lago, per farlo avrebbero potuto scegliere fra tre diverse strade.

Percorso A. È la strada più diretta, quella per Ponte di Brenta. Avrebbero dovuto percorrere: via Sabbioni, via Argine destro del Piovego, ponte del Piovego, via Roma (qui ci sono due telecamere, una all’angolo tra via Roma e via Caduti sul lavoro, l’altra tra via Roma e via Valmarana). Telecamere mobili, che non riprendono cioè sempre lo stesso punto della strada, e che quindi potrebbero non aver ripreso l’auto di Debora al suo passaggio), via Valmarana (altra telecamera, questa volta fissa), via Risorgimento, via Dante di Nanni, e infine via San Marco. Un tragitto che a velocità moderata in automobile si percorre in circa 10’. Se supponiamo che per sbarazzarsi del corpo siano stati necessari 3’, il conto con i 23’ di buco tornerebbe.

Percorso B. È via la zona industriale: via Sabbioni, via Argine destro del Piovego, via Roma, via Caduti sul lavoro, via Cappello, via Undicesima Strada, via Nona Strada, viale dell’Industria, viale delle Grazie, via Franceschini Ezio, via San Marco. Compiendo questo percorso Freddy e Debora ci avrebbero messo 10’ per andare e 15’ per tornare. È il percorso più lungo, 23 minuti non sarebbero bastati.

Percorso C. Via tangenziali: via Sabbioni, via Argine destro, via Roma, via Caduti sul lavoro, via Cappello, via Undicesima Strada, via Nona Strada, corso Argentina, corso Irlanda, via Einaudi (a due passi dal Relax Club, dove Freddy e Manuela Cacco sono andati la notte del delitto, attorno alle 2), via San Marco. Questo sarebbe stato il tragitto più veloce: 9’ per andare e 9’ per tornare. Anche in questo caso però l’auto di Debora avrebbe dovuto essere ripresa prima dalla telecamera mobile di via Roma, poi da quella fissa di via Undicesima Strada.

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