Omicidio a Venezia, individuato il testimone del delitto in fuga

VENEZIA. È stato individuato dai carabinieri il testimone dell'omicidio di calle de le Chiovere aì Venezia.
Si tratta della persona che si trovava vicina al 47enne Ivano Gritti - lunedì notte - nel momento in cui questi è stato raggiunto all'occhio da uno dei due proiettili sparati da Ciro Esposito dall'interno dell'appartamento Ater di San Rocco, che aveva occupato due mesi fa.
Esposito era stato arrestato in flagranza, accusato di omicidio e porto abusivo d'arma clandestina, ma del giovane che era insieme a Ivano Gritti al momento dell'omicidio, nessuna traccia: si era dileguato tra le calli.
Fino a mercoledì. L'uomo era stato visto da una residente, affacciata alla finestra, che ne aveva dato poi una descrizione agli investigatori, parlando di una persone di probabile origine straniera: in realtà si tratta di un veneziano.
L'uomo è stato individuato nelle ore successive dai carabinieri, e potrebbe costituire una pedina importante per le indagini, coordinate dalla pm Patrizia Ciccarese. L'intento è di far luce sulle motivazioni del delitto e su che tipo di rapporto intercorresse tra l'omicida reo confesso - Ciro Esposito ha detto di aver sparato per paura, dopo aver sentito i cani abbaiare e di non avere idea fosse l'amico Ivano Gritti - e la vittima: in casa di Esposito, i carabinieri hanno trovato elementi che lo ricondurrebbero alle tre rapine ai danni di altrettanti supermercati veneziani, dove tre persone che parlavano italiano (una con accento meridionale e una con la pelle scura) hanno depredato gli incassi, minacciando il personale con una pistola. Tra le piste seguite, infatti, quella che omicida e vittima possano essere stati implicati nelle rapine.
L'autopsia sul corpo di Gritti sarà eseguita venerdì dal medico legale Cristina Mazzarolo. Giovedì è prevista l'udienza di convalida dell'arresto di Ciro Esposito.
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