«Nutrie, l’unica soluzione è mangiarle»

«Le nutrie saranno la carne del futuro». Il sandonatese Beppo Bullegato (nella foto) non ha dubbi. A fine anni ’80 era stato denunciato perché forse per primo avevano iniziato a dare la caccia a questi roditori arrivati dal Sud America. Oggi, in piena emergenza proliferazione, Bullegato avverte: «I cacciatori potranno fare ben poco e la soluzione di mangiarle è davvero interessante». Lo aveva detto anche il presidente dell’associazione naturalistica Michele Zanetti che se entrassero nella nostra dieta stabilmente sarebbero di sicuro ridotte nel loro numero, circa 150 mila in questo territorio secondo i dati della Federcaccia di Luciano Babbo.
Pensare di andare a caccia di nutrie non è semplice, anche perché sono animali vivaci, che attraversano le strade, si avvicinano alle case. Le “doppiette” rischierebbero ogni giorni di centrare qualche muro di abitazione nella migliore delle ipotesi. Aggiungiamo che per molti è diventata anche un animale da compagnia e ci sono famiglie che le adottano e portano regolarmente dal veterinario, per sterilizzarle o curarle, addirittura per la Tac come è successo a una famiglia di Cavallino. «Ci sono due ricette che ho provato», prosegue Bullegato fumando il suo inseparabile toscano, «la nutria in umido e la nutria ai ferri. E garantisco che è molto meglio del coniglio. Per il resto, una soluzione per ridurle drasticamente potrebbe essere anche quella di usare i petardi in prossimità delle tane sugli argini e poi usare trappole speciali e reti per la cattura che non comporterebbe rischi». (g.ca.)
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