«Non ci crediamo più il rilancio verrà con la fermata Sfmr»

La tesi del 2013 discussa allo Iuav aveva un titolo emblematico: «Dismissioni e processi di riqualificazione: il caso dell'ex Ospedale Umberto I di Mestre».A discuterla Gabriele Fumai, consigliere di...
La tesi del 2013 discussa allo Iuav aveva un titolo emblematico: «Dismissioni e processi di riqualificazione: il caso dell'ex Ospedale Umberto I di Mestre».


A discuterla Gabriele Fumai, consigliere di municipalità e presidente della terza commissione. «La vicenda dell’ex Umberto I rischia di rimanere un “buco nero” che pesa sul futuro della città se non arrivano interventi dall’alto. Una vicenda da cui ha beneficiato solo l’azienda sanitaria, mentre Comune e città hanno avuto solo disagi. Auspico che si intervenga in quell’area o con la riproposizione del contratto di quartiere, sulla scia di Altobello, oppure che si agisca attraverso il bando Periferie», spiega il consigliere del Pd.


In città si continua a discutere con rassegnazione dell’ex Umberto I e dei suoi impatti sulla città. Paola Orlandini del comitato “Mestre Second life” che tanti lavori e studi ha prodotto sull’area dell’ex ospedale rimane cautamente alla finestra: «Restiamo in attesa di una cordata che con impegno prenda in mano questa grande area del centro per rigenerarla», dice. E intanto il comitato sollecita luminarie natalizie gratuite per via Ospedale e potature degli alberi della zona. «Potremo piazzare alberelli natalizi senza pagare il plateatico», spiega. Ma tanti al rilancio non credono più. Come il farmacista di via Circonvallazione, Antonio Sabbadin. «Noi commercianti di via Circonvallazione siamo sempre nella stessa situazione. Resistiamo, per quanto possibile», ci spiega. «Io ormai vedo solo i cantieri del Sfmr come una opportunità. Almeno nel cantiere di via Olimpia si vedono operai lavorare. E sono convinto che quando verranno aperte le fermate del metrò regionale, potremo attrarre persone e movimento in via Circonvallazione e via Olimpia, un beneficio per tutti».


Le denunce pubbliche, le proteste, le lettere di solidarietà per Mario l’edicolante nel mirino dei ladri; le petizioni per la richiesta di telecamere, le idee di riuso di parti del compendio - come l’ex distretto da destinare a studi medici - sono rimaste belle intenzioni.


Mitia Chiarin


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