«No alla seconda pista» I partiti sfidano Marchi
TESSERA. Il presidente di Save Enrico Marchi sfida tutti ricordando che la «seconda pista del Marco Polo va programmata anche se il tema riguarderà i nostri nipoti». E si ritrova, ancora una volta, sotto il fuoco di fila delle critiche dei partiti di maggioranza e opposizione in Comune di Venezia, contrari alla seconda pista, non prevista dagli strumenti urbanistici comunali, come il Pat. «Chiederemo al sindaco Orsoni di intervenire viste le gravi affermazioni di Marchi riguardo al ruolo del Comune come freno allo sviluppo. A Marchi ricordo che l’aeroporto non è di Save ma della città di Venezia e le scelte strategiche si fanno assieme», rincara la dose Gabriele Scaramuzza per il Partito Democratico, reduce dallo scontro frontale con il presidente di Save alla Municipalità di Favaro dove è stato presentato il piano di sviluppo aeroportuale. Dopo i volantini, ora il Pd annuncia che della questione seconda pista si occuperà la maggioranza e una interpellanza sarà presentata in consiglio comunale con urgenza. «Marchi si concentri sugli investimenti più urgenti e stralci tutti gli altri interventi previsti dal 2015. Tanto non è come dice lui: la tecnica non risolve niente», insiste Scaramuzza. Beppe Caccia (In Comune) parla di «posizione folle e furbesca» di Marchi perché «il Masterplan tanto spesso agitato e la fermata aeroporto della Tav, con il passaggio in tunnel in gronda, servono solo ad allargare il sedime aeroportuale, a dispetto della città, e le priorità sono ben altre, ovvero il business legato a parcheggi e centri congressi». Caccia invita a «lavorare per stoppare le velleità di Save in sede Enac. La posizione della città deve essere unanimemente ferma su questo punto». Anche il centro destra è critico. Renato Boraso annuncia un suo piano alternativo e ricorda a Marchi «che qualsiasi soluzione va sempre concertata con la città». Anche Saverio Centenaro, dagli scranni del Pdl, non si trova d’accordo con la posizione del presidente dell’aeroporto. «Io ho votato contro il Piano di assetto del territorio ma la pianificazione urbanistica attuata dal Comune non può passare certo in secondo piano. E non si può neanche far finta che non esistano problemi per Tessera dove si attendono le promesse opere di mitigazione, che non ancora arrivate».
Simone Venturini, capogruppo dell’Udc, apre ad un possibile dialogo: «Tra il Comune, che si sente espropriato delle proprie scelte in materia urbanistica, e settori strategici come aeroporto e porto da tutelare, è tempo di riaprire la stagione del dialogo e della concertazione per fare gli interessi della città. Serve un accordo sul Quadrante che consenta al Comune di realizzare lo stadio e si spera anche la nuova sede del Casinò».
Mitia Chiarin
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