«No alla mega-terrazza sulle Procuratie»

Italia Nostra contro il progetto di Chipperfield chiede l’intervento della Soprintendenza: «Evitare un altro Fontego»

VENEZIA. «Non regaliamo la Piazza ai privati. Con la “mega-terrazza” per i loro “eventi” e vista su San Marco». La presidente di Italia Nostra Venezia Lidia Fersuoch lancia l’allarme sul ventilato progetto delle Generali di costruire sopra le Procuratie vecchie - le abitazioni dei procuratori di San Marco che risalgono al Cinquecento - una nuova grande terrazza panoramica. Richiesta già presentata, che vede la Soprintendenza dubbiosa.



Ma il progetto, firmato dall’archistar David Chipperfield - quello che ha progettato la nuova ala del cimitero di San Michele - è pronto. «La terrazzona di Piazza San Marco», scrive Fersuoch, «con balaustrata di ottone? o Chipperfield predilige il cemento?) sarà collocata anch’essa sopra e dietro al coronamento in pietra d’Istria, realizzato nel 1517 da Guglielmo de Grigis detto il Bergamasco, come attesta l’archivio dei Procuratori di San Marco de Supra. A colui che firmerà tale autorizzazione tremerà forse un poco la mano?».

Venezia, come diventeranno le Procuratie Vecchie

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Venezia. Cantiere di restauro delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco
Venezia. Cantiere di restauro delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco
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Venezia. Procuratie Vecchie. Lavori di restauro
Venezia. Procuratie Vecchie. Lavori di restauro
Venezia. Procuratie Vecchie. Lavori di restauro
Venezia. Procuratie vecchie. Lavori di restauro. Cantiere sulla facciata.
Venezia. Cantiere di restauro delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco
Venezia. Cantiere di restauro delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco
Venezia. Cantiere di restauro delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco



Italia Nostra ricorda il precedente della terrazza del Fontego, realizzata per conto di Benetton da un altro architetto di fama, l’olandese Rem Koolhaas. Intervento all’epoca contestato, realizzato utilizzando una parte del tetto dietro le merlature cinquecentesche dell’antico Fontego. «Al coronamento gotico in pietra», continua l’esponente di Italia Nostra, «si è sostituito il coronamento contemporaneo - dicendola alla Fantozzi - in teste umane, con relativo immancabile sfavillio di flash nelle ore tarde. Tutti alla ricerca del selfie e della foto di Venezia dall’alto. Come diceva Salvatore Settis, una mega-nave piombata nel cuore di Venezia».

Per l’associazione che tutela il patrimonio artistico si tratta di un modo di fruire la città «poco rispettoso della sua storia». «Quale enorme valore aggiunto regaleremmo alle Generali con la terrazzona sulla Piazza? Privando nel contempo la cittadinanza del diritto sacrosanto di veder tutelato il suo patrimonio culturale».

Italia Nostra ricorda anche come le Generali siano state la prima grande azienda a trasferire quasi tutti gli uffici in terraferma, a Mogliano, «in anni in cui il turismo era ancora contenuto e c’era bisogno di mantenere attività economiche in laguna». «Tornano adesso con l’aureola dei santi, avendo trasformato la sede storica in sede di rappresentanza».

Infine, Italia Nostra si rivolge alla Soprintendenza: «Non vorremmo essere nei panni dei tecnici veneziani. Un bel dilemma li attanaglierà in questi giorni. Rifiutare alle Generali una terrazza “mozzafiato” in Piazza, come sarebbe ovvio in un paese che tuteli le eredità culturali, o accondiscendere alla nuova moda della contaminazione, per cui un monumento conservatosi per secoli diventa ora opera di un architetto contemporaneo in cerca di eternità a scapito della storia? Contrastare i potenti, anche con ottimi argomenti, è sempre pericoloso».

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