Niente gas, non riapre l’hotel Villa Fini

Dolo. Il locale sorge nella barchessa dello storico immobile distrutto dal tornado. Il titolare: «Sono danneggiato»
Di Giacomo Piran

DOLO. Non riescono a riaprire l’hotel-ristorante perché non si è completato l’iter per la fornitura del metano alla struttura. Questa la situazione vissuta dai titolari dell’albergo ristorante “Villa Fini” che si trova lungo la Brentana in località Cesare Musatti a Dolo. L’esercizio commerciale era stato danneggiato dal tornado dell’8 luglio 2015. Non si tratta comunque di villa Fini, villa veneta, immobile simbolo del disastro avvenuto in Riviera, che sorgeva a fianco del ristorante e che è ancora rasa al suolo.

Questa è la seconda segnalazione che la famiglia Fattoretto, titolare della struttura, fa su questa vicenda. Il primo problema ha riguardato l’allacciamento alla linea del metano, avvenuto a luglio di quest’anno. «Ricordo che la pratica», dice Ulderico Fattoretto a nome della famiglia, «è stata attivata ai primi di ottobre 2015 e il bonifico di accettazione del preventivo è stato fatto a novembre 2015». I problemi però non si sono fermati. «Tutta la documentazione è stata correttamente da noi inviata all’azienda che si occuperà dell’installazione del contattore», prosegue Fattoretto, «e che ci ha dichiarato per iscritto di aver ricevuto tutto. A sua volta l’azienda ha inoltrato tutto il materiale alla società che si occupa in zona della distribuzione per i nuovi allacciamenti».

Da allora però non è successo più nulla. «A oggi», commenta Fattoretto, «risulta, a noi in via informale, in quanto ufficialmente non abbiamo contatti con la società che si occupa in zona della distribuzione per i nuovi allacciamenti, che la pratica sia ferma. La situazione perdura da oltre un mese e le numerose telefonate non hanno prodotto alcun risultato».

Questa impasse rappresenta un problema per la struttura ricettiva. «L’albergo è pronto da giugno», precisa Fattoretto, «ma essendo senza metano non possiamo collaudare gli impianti né ottenere la nuova agibilità. Per ristrutturarlo abbiamo dovuto accendere un mutuo di cui abbiamo da tempo iniziato a pagare le rate. Ad oggi per le aziende non vi sono stati contributi per la ricostruzione per cui tutto quello che è stato fatto è a carico nostro e in parte coperto dalla assicurazione. Il danno economico per i mesi di inattività si aggira ormai in qualche centinaio di migliaia di euro». Sulla questione è intervenuta con una nota la società di distribuzione per i nuovi allacciamenti. «Per ragioni tecniche, la pratica è stata completata nei giorni scorsi. In virtù della situazione di disagio in cui si trova l’utente, Italgas si è attivata per accelerare l’operazione di attivazione del contatore».

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